Cercasi docenti disposti a sostituire all’ultimo minuto i commissari che si assentano agli esami di stato. Il ministero dell’istruzione continua a precludere ai docenti di sostegno la possibilità di fare il commissario esterno agli esami di stato. E poi li cerca con la lanterna quando i commissari designati si ammalano durante gli esami. Per prevenire la consueta emergenza dell’ultima ora, dunque, alcuni uffici scolastici si sono organizzati in proprio. Ed hanno emanato note corredate di moduli di domanda, per cominciare a raccogliere la disponibilità dei docenti disposti a fare il commissario last minute. Tra questi c’è anche l’ambito territoriale di Napoli, che ha fissato un termine perentorio al 10 maggio per le domande.
Ed ha anche regolato puntualmente i criteri per graduare gli aspiranti. Ma c’è anche chi ha predisposto moduli distinti tra aspiranti di ruolo e non di ruolo. Come per esempio l’ambito territoriale di Lecce. Oppure altri ancora, come l’ambito territoriale di Pescara, che ha semplicemente pubblicato il modulo. Insomma, il problema c’è e si ripropone puntuale ogni anno. E quindi gli uffici non hanno alcuna intenzione di farsi trovare impreparati.
Nel frattempo a Roma restano irremovibili sulla questione del divieto di accesso dei docenti di sostegno all’incarico di commissario esterno (si veda Italia Oggi del 16 aprile scorso). A una richiesta di apertura avanzata da un’associazione che tutela i diritti dei portatori di handicap l’amministrazione, il 12 aprile scorso, ha risposto un secco no. Senza possibilità di appello.
Secondo il ministero, l’art. 6 del decreto 6/2007, che sbarra l’acesso ai docenti di sostegno prevedendo, solo per loro, che possiedano i requisiti per fare il presidente,anche se aspirano solo a fare i commissari, è legittimo.
Tale criterio «è ispirato alla ratio per cui deve essere nominato prioritariamente il docente cui è affi data una specifica materia d’insegnamento». E giustifi ca, sempre secondo il ministero, l’ulteriore requisito richiesto (dieci anni) al docente di sostegno per la nomina a commissario esterno rispetto alle altre categorie, tanto che, se in possesso di tale requisito, nella fase di nomina viene trattato dalla procedura alla pari dei docenti di ruolo. Insomma, non c’è niente da fare. Almeno per quest’anno. Perché il prossimo anno l’intera disciplina sarà riesaminata e l’amministrazione non esclude di apportare qualche cambiamento.

CARLO FORTE

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