Il giorno stesso di svolgimento della preselezione sapranno se l’hanno superata i concorrenti agli undicimilacinquecento posti di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado. Al termine della prova, infatti, il risultato sarà visualizzato sulla postazione di ciascun candidato. L’avviso con la data di svolgimento e di pubblicazione della banca dati contenente i quesiti sui quali esercitarsi e le ulteriori modalità di svolgimento della prova sarà reso noto il 23 novembre prossimo nella Gazzetta ufficiale di quel giorno, 4^ serie speciale, concorsi ed esami, sulla rete intranet e sul sito del Ministero (www.istruzione.it), nonché sui siti internet degli Uffici scolastici regionali.
L’avviso sostituisce qualsiasi comunicazione personale, ragion per cui i candidati che non siano stati formalmente esclusi dal concorso si dovranno presentare, muniti di un documento di riconoscimento valido e del codice fiscale, nelle sedi, nei giorni e negli orari diffusi con l’avviso.
Chi non si presenta, qualunque sia la giustificazione, perde il diritto a partecipare al concorso. La prova è unica per tutti i posti e le classi di concorso e per tutto il territorio nazionale ed è volta ad accertare capacità logiche (18 quesiti), comprensione di testi (18 quesiti), competenze digitali (7 quesiti) e linguistiche in una delle lingue scelte dal candidato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo (7 quesiti). In tutto cinquanta quesiti generati e associati casualmente, ai quali i concorrenti dovranno rispondere, scegliendo un’opzione tra quattro, dalla postazione informatica assegnata, accessibile tramite un codice di identificazione personale fornito il giorno della prova.
E dovranno farlo in non più di cinquanta minuti, durante i quali possono rivedere quesiti e correggere risposte; al termine il sistema interrompe la procedura e acquisisce definitivamente le risposte: sarà in quel momento che essi conosceranno l’esito della prova. Ogni risposta esatta vale un punto, una risposta sbagliata comporta una detrazione di mezzo punto, mentre non ne comporta una risposta non data. Per superare la preselezione bisogna totalizzare almeno trentacinque punti, che però non concorrono alla formazione del voto finale nella graduatoria di merito.
I candidati non possono portare con sé nella sede dell’esame «carta da scrivere, appunti manoscritti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, strumenti di calcolo, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, né possono comunicare tra loro», pena l’immediata esclusione dal concorso.
La preselezione ha la finalità di operare una prima scrematura, se così si può dire, dei numerosi aspiranti.
L’amministrazione scolastica non era obbligata a ricorrervi ma che abbia deciso di farlo, in presenza di un elevato numero di concorrenti, è sicuramente rispondente a criteri di buona organizzazione ed efficienza, giacché in tal modo non solo è probabile si riduca il numero dei partecipanti alle successive prove scritte, semplificando le procedure, ma si può ragionevolmente prevedere che siano ammessi a proseguire il concorso solo candidati in possesso dei requisiti culturali di base.
In ogni caso l’operazione è consentita dal regolamento per l’accesso agli impieghi nella pubblica amministrazione, articolo 7, comma 2 bis, del decreto del Presidente della repubblica 9 maggio 1994, n. 487, ed è descritta nell’art. 5 del bando di concorso. Speriamo solo che questa volta siano evitate le cattive figure rimediate, in occasione del concorso a posti di dirigente scolastico, quando nel settembre di un anno fa circa mille quesiti vennero ritirati subito dopo la loro pubblicazione perché risultati erronei.

ItaliaOggi

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