Concorso, una fretta inspiegabile dopo annosi ritardi
È positivo che il reclutamento del personale scolastico resti legato a procedure concorsuali improntate a criteri di trasparenza e imparzialità, come impone la nostra Costituzione. E’ anche condivisibile l’obiettivo di rimettere in funzione un canale ordinario di reclutamento fermo ormai da 13 anni: la piena salvaguardia dei diritti e delle attese di chi è in graduatoria a esaurimento, che la Cisl Scuola ha sempre rivendicato con forza, non può infatti trasformarsi nella negazione sine die delle aspettative di chi non vi è incluso.
Purtroppo il modo in cui si arriva a questo concorso rischia di creare, in realtà, più problemi di quanti ne dovrebbe risolvere. Il bando viene emanato sotto la pressione di un’urgenza di cui si fatica a comprendere le ragioni, dopo che in tema di reclutamento il ministero ha perso tanto tempo, anche nell’ultimo anno, con conseguenze pesanti.
Grave il ritardo con cui sono stati avviati i TFA, procurando l’esclusione dal concorso di chi li sta frequentando. Grave che non si sia posto mano alla definizione di rinnovate procedure concorsuali, lasciando disattesa, ancora una volta, una delega che risale alla Finanziaria del governo Prodi del dicembre 2007. Grave che non sia stata data alcuna risposta all’esigenza, più volte dichiarata dallo stesso ministro, di aprire le porte della scuola, attraverso i concorsi ordinari, alle leve più giovani, che ne rimarranno fuori.
In questa vicenda, dopo inspiegabili ritardi, è subentrata la fretta, che è sempre cattiva consigliera e che ha visto sacrificate oltre misura le occasioni di un serio confronto: ne è scaturito un bando di concorso che fornisce troppi spunti di possibile contenzioso e un comodo alibi a chi vi si oppone in modo pregiudiziale, con motivazioni spesso pretestuose.
La Cisl Scuola esprime forte preoccupazione per il rischio evidente che si inneschino ulteriori tensioni in un contesto segnato dal drammatico squilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Questo nodo, che non può essere eluso da nessuno, ci porta a ribadire le motivazioni del nostro impegno per fermare i tagli agli organici e per dare stabilità al lavoro nella scuola.
La coerente e puntale attuazione del piano triennale di assunzioni, per cui ci siamo battuti con determinazione, rappresenta quindi un obiettivo forte e imprescindibile, anche per dare credibilità e sostanza vera a una rinnovata politica del reclutamento e a una strategia concreta di rilancio della scuola.
Roma, 25 settembre 2012

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