Crisi di governo: cosa ne sarà della scuola e delle risorse ad essa destinate?

La crisi di governo aperta da Renzi fa precipitare il Paese nell’incertezza, con esso la scuola. Il lavoro fatto fino adesso dal dicastero guidato dalla ministra in pectore Azzolina rischia di essere vanificato. Da quel che risulta alla Redazione il Ministero dell’Istruzione era l’unico Dicastero che aveva presentato per tempo tutti i progetti per avere i fondi stabilito dal recovery fund.

Si parla di oltre 26 mld di Euro destinati in larga parte all’edilizia scolastica, all’ammodernamento generale delle scuole, alle nuove tecnologie e ai laboratori didattici innovativi. Si stava lavorando alla scuola del futuro sia nelle strutture sia nella formazione e nella rivalutazione del ruolo dei docenti. Tutto questo, con il cambio del governo,  potrebbe   restare nei cassetti o addirittura – come peraltro accade da decenni – ad altri ministeri.

Tuttavia non sono le uniche cose che potrebbero saltare, ricordiamo che in corso vi sono i concorsi per l’assunzione dei precari, concorsi che hanno subito dei rallentamenti per via della pandemia, ma che potrebbero essere rallentati ad arte per rimandare di un altro anno le immissioni in ruolo già previste. A rischio anche l’organico Covid del personale ATA e docente voluto con tenacia dalla ministra Azzolina e che quest’anno ha visto lavorare circa 60 mila precari in più.

Insomma era da oltre un anno che non si parlava più di tagli alla scuola ma di finanziamenti e nuove risorse, comprese quelle utilizzate per acquistare i famosi banchi con le rotelle utili per la didattica digitale così come avviene da anni nei paesi del Nord Europa.

In conclusione, il rischio di chiudere la stagione dei finanziamenti alla scuola e di aprire quella dei tagli è quanto mai concreto.  Speriamo di sbagliarci.

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