Immissioni in ruolo – L’USR del Piemonte manda in frantumi la buona scuola, quali rimedi?

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2 Risposte

  1. E. scrive:

    Ci sono delle inesattezze nell’articolo: il SIDI era bloccato e i candidati non avevano ricevuto istruzioni sulle candidature, dal momento che le operazioni di chiamata diretta si chidevano il 13.09, come giustamente evidenziato. Pertanto quei presidi che hanno frettolosamente stipulato i contratti – con candidati a loro noti, oltre il termine previsto – hanno commesso un illecito: la legge 107 parla di valutazione e scelta tra TUTTI i CV presentati, non di accordi al buio col primo che arriva. Tale pratica ha danneggiato chi attendeva di poter esprimere la preferenza sulla sede, come era stato garantito dallo stesso USR in seguito alla convocazione. Adesso si cerca di rimediare all’assegnazione d’ufficio A SORPRESA (senza avvisi ufficiali) creando disagio di certo a chi si è già organizzato per prendere servizio lontano da casa ma, soprattutto, ha infastidito i furbetti e coloro che hanno avuto la fortuna di vedersi assegnare una sede comoda e vedrebbero sfumare il tutto in virtù di una scelta in ordine di GM che, in assenza di regole chiare e UGUALI per tutti, mi sembra al momento l’unica via meritocratica per l’attribuzione della sede. Il caos è dovuto al fatto che la decisione è tardiva e crea malcontento tra gli ultimi in GM, non credo tuttavia che i malumori di alcuni debbano avere la meglio sui principi di correttezza e trasparenza.

    • Redazione scrive:

      A noi risulta, ad esempio, che il personale dell’USP di Alessandria abbia correttamente informato tutti i neo immessi in ruolo della possibilità di inviare il proprio CV alle scuole. Tuttavia restiamo convinti che i contratti già stipulati sia validi.

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