IN UNA SCUOLA SI POSSONO LASCIARE DEI MINORI SENZA CUSTODIA?

 

 

Mi contatta una mamma e mi segnala che il figlio, che frequenta il primo superiore di un noto Istituto Tecnico di Palermo, a scuola è stato aggredito dai compagni “più anziani” e sbattuto contro il muro più volte. “O cavolo, e i miei colleghi?” “I professori non c’erano, i ragazzi erano soli da tre ore perché dice che non ci sono soldi per chiamare i supplenti”. Lei se n’è lamentata, coi professore, con il dirigente scolastico,… ma purtroppo la scuola non ha fondi, non si possono sempre chiamare i supplenti e la mancanza di personale ATA impedisce la custodia dei ragazzi quando c’è un buco. La cosa è stata verbalizzata nel consiglio di classe e così la scuola s’è messa il ferro dietro la porta. La cosa è stata verbalizzata nel consiglio di classe? Cosa è stato verbalizzato? Che in una scuola italiana si possano lasciare dei minori (con evidenti problemi disciplinari) senza custodia? Ma stiamo scherzando?

Mi fai vedere questo verbale?” Certo. Cavolo, è vero. Lo leggo e si scoperchia il pentolone noto a me ma, parrebbe ignoto ai più, dell’andamento gestionale da folli degli istituti tecnici e professionali siciliani. Quelli che dovrebbero formare la classe lavorativa e produttiva siciliana insomma. Chi accolgono al primo anno? Accolgono gli studenti “scartati”, quella della fila “vai a sinistra”, i deboli che “non hanno voglia di studiare”. I ragazzi fragili che verranno subito bocciati al primo anno, lo frequenteranno un’altra volta e saranno i “compagni più anziani” che si ritrova il Mario di cui sotto. Leggiamolo tutti questo verbale, lo legga anche Lei, ministra Carrozza. Ragazzi difficili, carenze enormi già in partenza, problemi disciplinari, classi numerose, personale insufficiente, sia per quel che riguarda i docenti che per quel che riguarda i bidelli, struttura carente. È di due giorni fa la notizia che in questo istituto è caduto un pezzo di soffitto. Ecco, leggiamolo il verbale dei colleghi. Tra le righe leggo l’amarezza e lo sconforto. Vorrei capire però da Lei, come lo vorrei capire dai dirigenti degli uffici scolastici regionali, dal Presidente Crocetta, da chi amministra e gestisce quali sono le azioni che stiamo mettendo in campo. Quale aiuto e supporto state dando a quei docenti? Quale aiuto e supporto e non piuttosto impedimenti sta dando lo Stato a questi ragazzi? Perché sono esattamente quelli di cui i rapporti rilevano la povertà. Mancano i bidelli e mancano i supplenti. Mi spiegate com’è possibile visto che i dati dicono che “docenti e bidelli son troppi”? Chi sbaglia? Parliamoci chiaro: o la dispersione scolastica la combattiamo sul serio, o i livelli di rendimento scarsi li colmiamo sul serio con politiche compensative, con azioni didattiche, con supporti e azioni che non siano la bocciatura o evitiamo di riempirci la bocca con le solite cavolate. E queste son decisioni di dirigenza, sia chiaro. Gestionali e organizzative. Ad ogni livello, d’istituto, locale, regionale e nazionale.

Non esiste proprio nemmeno nella grazia di Dio che si lascino dei minori in una classe soli per tre ore.

Leggiamo adesso il verbale. E benvenuti all’inferno normalizzato e accettato di una scuola tecnico professionale della città di Palermo. Sì, è vero, non son tutte così, lo so “ci sono anche le eccellenze” e tutto il mantra annesso e connesso. Io vi dico con somma certezza: son quasi tutte così, finiamola di giocare con la vita dei ragazzi. Finiamola con le cacchiate dell’Imu e ricominciamo a pensare alle cose vere e urgenti. Non si lascia una classe piena di minori difficili incustodita. E i responsabili di tutto ciò hanno nomi, cognomi e scelte compiute. Dal ministro all’ultimo dirigente.

 

Mila Spicola

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