La FLC CGIL sostiene la mobilitazione degli studenti dell’11 ottobre per il diritto allo studio, per migliorare la scuola e l’università, per superare ogni barriera d’accesso al sapere.

Il Decreto legge ”L’istruzione riparte” è solo il primo passo per invertire la tendenza dei tagli epocali al sistema della conoscenza e della privatizzazione dei saperi. Le risorse rispetto agli obiettivi del Decreto sono del tutto insufficienti ed è necessario un piano pluriennale d’investimenti su scuola, università, ricerca e afam che riporti la spesa d’istruzione del nostro Paese a livello della media europea.

Abbiamo presentato al Governo e alle forze politiche le nostre priorità e rivendichiamo l’immediata apertura di un ampio confronto pubblico che coinvolga sindacati, studenti, associazioni e le tante competenze che operano nei comparti della conoscenza. Sosteniamo la necessità di una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, l’introduzione di un reddito minimo e l’eliminazione del numero chiuso nelle università sostituendolo con meccanismi di orientamento e programmazione in itinere nei corsi di studio. Vogliamo essere protagonisti, insieme alle nuove generazioni, nel costruire un nuovo modello di sviluppo fondato sull’uguaglianza e la democrazia che garantisca piena e buona occupazione e un welfare realmente universalistico.

Il piano del lavoro della CGIL può essere una risposta efficace per eliminare disoccupazione e precarietà attraverso l’innalzamento dei livelli d’istruzione e una migliore qualità dell’offerta formativa riconquistando un rapporto socialmente riconosciuto tra conoscenza, lavoro e diritti di cittadinanza.

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