MANCANO SUPPLENTI – GLI ALUNNI AGLI SCRUTINI SENZA VOTO

La buona scuola di Renzi è in realtà una pessima scuola, possono confermarlo gli studenti dell’Istituto Professionale e Tecnico di Torino “paolo Boselli”. Gli studenti della quinta che peraltro a giugno dovranno affrontare gli Esami di Stato, non possono essere scrutinati poichè non sono mai arrivati i docenti/supplenti e per questo motivo non sono stati valutati in diverse discipline, quando si dice pessima scuola. A denunciare l’accaduto è la Stampa nell’edizione torinese, di seguito riportiamo l’articolo.

Arrivare agli scrutini del primo quadrimestre senza un voto perché gli insegnanti non sono mai arrivati, a Torino non era mai accaduto. E invece martedì accadrà all’Istituto professionale e tecnico «Paolo Boselli»: in una quinta del corso Turistico – maturità in vista – le lezioni di spagnolo non sono mai partite, in prima non sono iniziate quelle di matematica e di fisica, altrove latita inglese. E così via. Sono ancora quaranta, in una scuola da 1500 studenti e tre sedi, gli insegnanti che mancano all’appello. E non parliamo di «organico potenziato», in cammino, ma di professori delle discipline che, stabili o supplenti, avrebbero dovuto essere in cattedra almeno da ottobre.

Il Ministero

La situazione, che porterà giocoforza i ragazzi ad avere nella prima pagella un «non classificato» e non per loro cattiva volontà, è stata denunciata dagli studenti stessi, dalle famiglie e dai Cobas Scuola Piemonte. Immediata la reazione della Direzione Scolastica Regionale. Dal direttore Fabrizio Manca ieri è partita una richiesta di relazione dettagliata al provveditore Antonio Catania, che a sua volta ha chiesto puntuali chiarimenti al preside Cosimo Giaculli, arrivato in settembre nel grande istituto di via Montecuccoli, via Luini e strada Altessano (che nei giorni scorsi si è già segnalato per la vicenda dell’ascensore rotto da settimane). «Vogliamo verificare eventuali mancanze e responsabilità del dirigente. Se dovessero emergere – spiega Manca -, potrebbe scattare un provvedimento disciplinare». Non solo. Nell’aria c’è anche l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio. Dai primi accertamenti la situazione appare sconcertante: al Boselli sono ancora quaranta le nomine da fare, mentre dal provveditorato fin da settembre erano partite circolari che autorizzavano i presidi a nominare comunque i supplenti. Che se non si trovano nelle graduatorie possono essere chiesti ad altre scuole e persino fuori provincia.

«Niente drammi»

Il preside, interpellato da La Stampa, ha liquidato la situazione dicendo che «si tratta di un problema legato alle nomine di inizio anno e comunque non drammatico, collegato anche alla situazione complicata dai passaggi della riforma». Ma per Pino Iaria, rsu al Boselli e responsabile Cobas, c’è parecchio da spiegare, dal momento che sono undici le classi che entrano due ore dopo, escono due ore prima, hanno ore buche. «Non è mai capitata una cosa del genere. Ci sono ragazzi – sottolinea Iaria – che avranno la Maturità e non hanno ancora visto l’insegnante di Spagnolo che può essere nella terza prova e all’orale». E infatti gli studenti sono terrorizzati. «Ci hanno detto di settimana in settimana che le cose si sarebbero sistemate invece niente. Siamo a Natale. Com’è possibile – dicono – che la scuola non sia stata in grado di assicurarci gli insegnanti?».

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