MOBILITA’ 2017: Il governo apre ad alcune modifiche che accontentano parzialmente i docenti

 

Una delle storture meno gradite introdotte dalla legge 107/15, alias buona scuola è la chiamata diretta legata anche alla mobilità.

 

I docenti che faranno domanda di mobilità 2017 – secondo la 107/15 – non la farebbero su scuola così come avveniva in passato, ma su ambito e poi parteciperebbero alla chiamata diretta così come hanno fatto i neoassunti.

 

Nell’ultimo confronto fra MIUR e le OO.SS si è giunto ad un accordo o meglio ad una deroga alla mobilità 2017 : anche per la prossima mobilità i docenti di ruolo nella domanda di trasferimento potranno scegliere la sede, quindi non parteciperanno alla cosiddetta chiamata diretta.

 

La deroga alla legeg 107/15 sarà applicabile ad una sola condizione: le nuove sedi devono essere ubicate nella stessa provincia di titolarità dove i docenti stanno lavorando attualmente.

 

Deroga accolta positivamente dai docenti, ma certamente si tratta di un “panicello caldo” e nulla più e che peraltro  accontenta solo una piccola percentuale dei docenti di ruolo.

 

La parziale apertura dell’ex governo alla deeroga alla mobilità 2017 è avvenuta a causa dell’esito del voto referendario e dai grossolani errori dell’algoritmo che ha “giocato” con la vita dei lavoratori e che sta generando parecchi contenziosi dove spesso a soccombere è proprio il MIUR.

 

Per i docenti “immobilizzati” si tratta di una parziale apertura e chiedono la revisione della legge 107/15 o il superamento della stessa attraverso il nuovo contratto di categoria dove governo e sindacati si misureranno a breve.

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