No alla Scuola Azienda e nemmeno a quella cottimista, la critica di SBC

La visione della scuola azienda non ci appartiene e neanche quella cottimista ed operaista; i docenti sono dei professionisti dell’istruzione e come tali vanno pagati adeguatamente con una nuova visione contrattualistica che esca dalla logica pubblico impiego e dagli aumenti parametrati sull’inflazione programmata.

La filosofia del.middle management, presente nell’atto di Indirizzo della Ministra Azzolina, non ci appartiene e deriva da un errore di fondo, quello di aver creato oltre alla dirigenza scolastica, una gestione aziendalistica e privatistica sistematizzata con la 107 del 2015 con la cosiddetta razionalizzaziome di concerto con l’ex provincee con le Regioni, che ha creato dei mega istituti di 1200 /1500, falansteri di studenti disseminati in più plessi a volte in comuni diversi, praticamente ingestibili e le cui contraddizioni sono venute fuori proprio con l’urgenza Covid.
Si torni a scuole gestibili e di prossimità, con il vicario eletto dal Collegio ed esonerato e con un numero gestibile di alunni secondo le divisioni in platee scolastiche definite con un criterio di prossimità con la previsioni di deroghe motivate che dovranno sostituire la lotta per accaparrarsi alunni che hanno portato da una parte alla desertificazione e alla chiusura di istituti e dall’altro alle classi pollaio, con una filosofia darwiniana. Mors tua vita mea.

Libero Tassella SBC

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