Nuovo PTOF – Arriva la proroga, riguarderà anche la fase C?

Le novità introdotte dalla legge 107 denominata Buona Scuola hanno gettato nella confusione le scuole, sempre più costrette ad un carico maggiore di lavoro per soddisfare le nuove richieste. Una delle novità più consistenti è rappresentata dal nuovo P.O.F (Piano Offerta Fprmativa) al quale si è aggiunta una “T” che sta per Triennale, dunque la progettazione non è più annuale bensì triennale, come è facile immaginare non è una questione di non poco conto perchè le singole Istituzioni Scolastiche sono costrette a “immaginare” il loro futuro e quindi a progettare la propria offerta formativa per un periodo ben più lungo. In aiuto alle scuole arriva la nuova decisione del MIUR che fa slittare fino al 15 gennaio l’obbligo di presentazione del documento, che potrebbe portare qualche novità. Ne scrive, nell’articolo che segue, Alessandra Ricciardi.

Troppe novità e incertezze da gestire in un tempo stretto. Le scuole, e di conseguenza il ministero dell’istruzione, stanno facendo i conti con un’attuazione della riforma introdotta dalla legge 107 più complessa di quanto annunciato e che non riesce a rispettare i tempi prestabiliti. L’ultimo caso è l’elaborazione del piano dell’offerta formativa triennale, la programmazione che compete a ogni istituto dei propri fabbisogni e obiettivi. Una carta di identità da rendere consultabile a tutti, a partire dalle famiglie, e in base alla quale, prevede la Buona scuola, definire anche il personale di cui l’istituto ha necessità nell’arco di un triennio. La scadenza era fissata al 30 ottobre. Ieri è giunta la nota del capo dipartimento del Miur, Rosa De Pasquale, che consente lo slittamento fino al 15 gennaio prossimo. In tempo comunque perché il documento possa essere messo on line così da consentire alle famiglie di orientarsi per le iscrizioni, che vanno chiuse di solito entro metà febbraio.

In questi giorni sono piovute copiose al Miur le richieste, in particolare dei dirigenti scolastici, di dare una proroga per il Pof triennale, vista la concomitanza di altre scadenza che stanno impegnando le varie componenti di istituto, come la rilevazione dei fabbisogni ai fini dell’organico potenziato, che arriverà a novembre, ma soprattutto in considerazione del fatto che definire cosa servirà nell’anno scolastico 2016/2017, senza aver sperimentato come funzionerà quest’anno l’avvio della riforma, è assai arduo. Ufficialmente la possibilità di programmare il nuovo Pof entro gennaio è stata concessa in considerazione del dimensionamento degli istituti scolastici, che sarà approvato da ogni regione entro dicembre 2015. Un dimensionamento che però avrà efficacia a partire dall’anno scolastico successivo, e dunque otto mesi dopo la nuova scadenza dell’approvazione del piano dell’offerta formativa.

«Il piano triennale sarà predisposto con la partecipazione di tutte le componenti scolastiche e sarà il documento fondamentale costitutivo dell’identità progettuale delle istituzioni scolastiche coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi ed indirizzi di studio », si legge nella nota ministeriale, «…nello specifico, con riferimento all’art.1 comma 12 della legge 107/2015, si ritiene che, considerata la recente approvazione della legge e tenuto conto che la scadenza del dimensionamento scolastico da parte delle regioni avverrà entro il 31/12/2015, il Piano triennale dell’offerta formativa possa essere definitivamente concluso entro il 15 gennaio 2016». Libere insomma le scuole di predisporlo, salvo poi integrarlo se necessario. Ciò consentirà alle istituzioni, scrive il Miur, «che stanno operando per adempiere su più settori alla realizzazione di un processo di cambiamento del sistema scolastico che richiede tempo e impegno da parte di tutte le componenti, di continuare a lavorare con tempi distesi».

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