A seguito della lettera inviata dalla FLC CGIL al nuovo Governo ed ai nuovi ministri i primi di maggio, il provvedimento di cancellazione delle legge della vergogna (commi 13, 14 e 15 del DL n. 95/2012) sul transito forzato di questi docenti nei ruoli ATA potrebbe essere rapidamente approvato.

Il provvedimento ha ottenuto, infatti, una corsia preferenziale in commissione cultura del Senato e sembra che ci siano le condizioni (ovvero il consenso unanime dei rappresentanti delle diverse forze politiche) per il suo esame non più in sede referente, ma deliberante. Se ciò si dovesse verificare, come la FLC ha chiesto con forza da tempo, troverebbe soluzione il problema di un utilizzo qualificato di questo personale (attualmente pari a circa 3.000 docenti inidonei, 450 ITP della C999 e 28 della C555), una soluzione che tenga conto delle loro esperienze professionali e della loro preparazione acquisita in questi anni. Ad esempio, nel servizio di documentazione e nelle biblioteche, nell’organizzazione dei laboratori, nei supporti didattici, educativi ed audiovisivi e nelle nuove tecnologia informatiche. La naturale conseguenza della soluzione di questo problema determinerebbe anche lo sblocco dell’altro problema connesso per cui la FLC CGIL si sta battendo da mesi, ovvero l’autorizzazione alle assunzioni per il personale ATA su tutti i posti di collaboratore scolastico che su quelli accantonati di area B per il 2012-2013.

La discussione nella 7° commissione svoltasi nella giornata di ieri ha toccato il tema della dispensa, tema sul quale la FLC CGIL si è particolarmente spesa e della consistenza effettiva del personale coinvolto. Pubblichiamo di seguito il resoconto parlamentare.

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Legislatura 17ª – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 14 del 25/06/2013
In sede referente

(316) Puglisi ed altri. – Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(728) Centinaio. – Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 giugno scorso, nel corso della quale – ricorda il Presidente – si era svolta la relazione.

Prima dell’apertura del dibattito, la relatrice PUGLISI (PD) sollecita nuovamente l’Esecutivo a fornire i dati sul numero effettivo di docenti e insegnanti tecnico-pratici (ITP) coinvolti, tenuto conto che alcuni di essi sono rientrati in servizio, ovvero sono stati collocati in quiescenza. Ciò, al fine di comprendere l’esattezza della copertura finanziaria, che risulta ineccepibile sul piano tecnico ma va rapportata al contingente di docenti interessati. Rammenta peraltro che il risparmio preventivato dal decreto-legge n. 95 del 2012 non teneva conto dei costi derivanti dalle sostituzioni per malattia dei docenti collocati nei ruoli ATA.

Coglie indi l’occasione per domandare chiarimenti sulla permanenza dell’istituto della dispensa, attraverso il quale in particolari condizioni di salute, è possibile per gli insegnanti richiedere la pensione anticipata. Ravvisa al riguardo eccessive disparità di trattamento, tenuto conto che alcune direzioni scolastiche regionali consentono il ricorso alla dispensa, mentre altri no. Occorre dunque a suo giudizio un’interpretazione univoca dal parte del Ministero sulla possibilità di fruire di tale strumento, eventualmente attraverso una circolare.

Infine, ribadisce l’unanime volontà politica volta a porre rimedio alla doppia ingiustizia nei confronti dei docenti inidonei e dei precari ATA.

Concorda la senatrice Petraglia (Misto-SEL), la quale sollecita a sua volta l’Esecutivo a chiarire le proprie intenzioni politiche a fronte della convergenza registratasi fra tutti gli schieramenti. Occorre infatti reperire le risorse necessarie per sostenere finanziariamente i disegni di legge altrimenti l’esame rischia di diventare un mero esercizio di dialettica legislativa.

Il sottosegretario Toccafondi riconosce che i temi della quantificazione e della copertura erano già stati sollevati nell’esposizione introduttiva della relatrice. Prende atto peraltro delle intenzioni del Parlamento, ribadendo la necessità di compiere ulteriori approfondimenti sul numero degli interessati onde poi affrontare il difficile tema del reperimento delle risorse.

Quanto all’istituto della dispensa, concorda con l’esigenza di imprimere un indirizzo uniforme, che è allo studio del Ministero. Si riserva dunque di fornire i chiarimenti richiesti in una prossima seduta. In ultima analisi fa presente che sull’argomento in esame, oltre ai disegni di legge in titolo, vi sono anche atti di sindacato ispettivo e atti di indirizzo, rispetto ai quali il ministro Carrozza ha manifestato, in sede di dichiarazioni programmatiche, l’intenzione di intervenire, compatibilmente con i vincoli di bilancio.

Il Presidente prende atto con soddisfazione della grande attenzione al tema, che testimonia l’unità di intenti di tutte le forze politiche e consentirà alla Commissione di sostenere l’Esecutivo nella ricerca di una soluzione adeguata al problema degli inidonei e degli ITP. In considerazione delle affermazioni del Sottosegretario, sollecita comunque il Governo a fornire entro la settimana prossima le risposte richieste sulla quantificazione e la copertura e propone conseguentemente di attendere tali chiarimenti prima di dichiarare aperta la discussione generale e di fissare un termine per la presentazione degli emendamenti.

Dopo un intervento del senatore MARIN (PdL), il quale giudica corretto il percorso delineato dal Presidente e ringrazia il Sottosegretario per l’impegno dimostrato, la Commissione conviene sulla proposta del Presidente.

Il seguito dell’esame congiunto è rinviato.

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