Il ministro Profumo apre la strada dell’insegnamento ai “precari invisibili”. A pochi giorni dal suo presumibile cambio, l’inquilino di viale Trastevere firma tre diversi decreti per istituire i cosiddetti Tfa speciali: i tirocini formativi attivi  –  previsti dalla riforma Gelmini sulla formazione iniziale per accedere all’insegnamento  –  riservati a quei precari che hanno insegnato per almeno tre anni come supplenti ma sono ancora sprovvisti di abilitazione all’insegnamento. Si tratta, secondo le prime stime ministeriali, di 75/80mila precari di “serie B” come si definiscono loro stessi per via dell’annunciata differenziazione dei punteggi previsti dai decreti sottoscritti oggi da Profumo.

Per comprendere la questione è bene fare un passo indietro. Nel 2010 l’allora ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, varò il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti, che rivoluzionava le modalità di accesso all’insegnamento. Per diventare docenti di scuola media e superiore è previsto un percorso di studi universitario quinquennale (laurea breve triennale più laurea magistrale biennale ad indirizzo specifico per l’insegnamento) più un anno di tirocinio formativo attivo presso una scuola. In fase di prima applicazione, è stato previsto una selezione per l’ammissione al Tfa per coloro che al momento in cui è stata varata la norma erano già in possesso della laurea quinquennale.

La selezione iniziò l’anno scorso e fu a numero chiuso: 20mila posti per circa 115mila aspiranti insegnanti di scuola media e superiore. Da quella selezione tuttavia rimasero fuori tantissimi soggetti che non poterono partecipare alla selezione per i Tfa ordinari  –  svolti soltanto per alcune discipline della scuola media e superiore  –  la totalità dei “supplenti invisibili” della scuola materna ed elementare  –  per i quali il Tfa ordinario non era previsto  –  e coloro che, pur avendo già insegnato per anni, non riuscirono a superare i contestatissimi test pieni di errori e domande ambigue. Così parti la richiesta di una procedura speciale per coloro che la scuola aveva comunque utilizzato per le fare le supplenze anche senza abilitazione.

E, dopo un tira e molla durato mesi, in extremis Profumo dà la possibilità a tutti coloro che tra gli anni scolastici 1999/2000 e 2011/12 hanno effettuato almeno tre anni di supplenza di partecipare alla selezione per accedere ai Tfa speciali. Il percorso prevede tre momenti: una prova nazionale come quella del concorsone  –  test di logica, comprensione del testo informatica e lingua straniera  –  per stabilire la graduatoria che stabilirà l’accesso ai corsi universitari di un anno e una prova finale. Il quizzone  –  di 50 domande a risposta multipla in 50 minuti  –  servirà a scaglionare in un triennio  – 2012/13, 2013/14 e 2014/15  –  i 75/80 mila partecipanti attesi.

Il primo dei tre decreti firmati oggi da Profumo integra quello sui Tfa ordinari emesso l’anno scorso. Il secondo decreto regolamenta il percorso speciale per i supplenti invisibili e il terzo rivede la tabella di valutazione dei titoli per essere inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento. Ma con una differenza: l’abilitazione acquisita col Tfa “speciale” varrà meno di quella acquisita con il Tfa ordinario. Una circostanza che ha fatto andare su tutte le furie gli interessati che si sentono trattati da “supplenti di serie B”.

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