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Rinnovo del contratto scuola: Il gioco delle tre carte

Il rinnovo del contratto scuola, le considerazioni di Libero Tassella

la foto del tavolo delle trattative
foto lapresse

I sindacati ieri hanno chiesto all’Aran i fondi strutturali della 107/2015 per metterli nel budget del contratto, ma l’ Aran ha risposto picche. Essi hanno sempre saputo, non credo che siano degli ingenui e degli incompetenti, che non avrebbero mai potuto ottenerli , perché ciò non era stato previsto nel Def 2018. Oggi a Camere sciolte sarebbe impossibile qualsiasi intervento legislativo che vada in tal senso.

Questo lo abbiamo detto da settimane io e Gianfranco Scialpi nel nostro certosino lavoro di controinformazione sui social che ha cercato di leggere oltre i comunicati dei sindacalisti.
I leader sindacali di Flc Cgil Cisl Uil Snals e Fgu lo ripetevano da settimane come un mantra nei loro comunicati stampa solo per alzare una cortina di fumo e difendersi da una contestazione ( strappo tessere) dopo la firma del contratto nazionale.
Oggi sappiamo, ad esempio, che ci sono sigle che il contratto potrebbero non firmarlo Snals e Fgu, anche se sono scettico sulla non firma dello Snals.

Per quanto poi riguarda la Fgu la sua firma o no firma è del tutto ininfluente

Insomma diranno i sindacati dopo la firma noi ci abbiamo provato a farvi avere 200 euro lordi, ma l’Aran cattivona ci ha detto di no. E allora noi da responsabi abbiamo firmato un contratto di 85 euro lordi in un triennio. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani.
Voglio solo segnalare che a Def aperto nei mesi da ottobre a dicembre i sindacati nulla hanno fatto per agire sui decisori politici , forti del loro alto numero di iscritti né hanno mobilitato su questo la categoria, per far inserire nel Def i fondi strutturali della 107, quelli del bonus premiale e quello della formazione.

Ora il contratto si avvia a un epilogo scontato da un anno. Un aumento miserrimo di 12 euro netti per il 2016, 25 euro per il 2017 e circa 40 euro per il 2018. Un aumento che non avvertiremo neppure alla luce dell’aumento delle tariffe disposto da Gentiloni dall’1.1.2018. Non c’è altro, non c’è mai stato altro e non ci sarà altro. I 60 milioni trovati in finanziaria in extremis per gli insegnanti e che saranno oggetto di contrattazione, serviranno a premiare i cosiddetti bravi i soliti noti che porteranno avanti la didattica di stato per “competenze e scemenze” dal 2018 al 2020.

Buona vita, i sindacati saranno riconvocati il 12. Mi auguro che nel frattempo ci facciano la grazia di risparmiarcii loro comunicati. Noi vogliamo:
1) Che non firmino un contratto vergognoso.
2) Che si alzino dal tavolo.
3) Che si rinvii la stipula del contratto alla diciottesima legislatura.
4) Che si preveda una disposizione di legge ad hoc per incrementare il finanziamento dell’aumento contrattuale per gli insegnanti..
5) Che l’aumento sia di 200 euro netti nel triennio.

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