La scorsa settimana la commissione affari costituzionali del senato ha esaminato lo schema del decreto bloccagradoni. Ma le riunioni si sono risolte con un nulla di fatto e l’esame è stato rinviato. Durante l’ultima seduta, però, il relatore Zanettin (Pdl) ha proposto un parere favorevole, con alcune osservazioni. Parere nel quale non si fa alcuna menzione della scuola e che non è stato ancora posto in votazione. Il provvedimento in esame prevede il blocco della contrattazione per il 2013 e il 2014, il blocco degli adeguamenti retributivi legati all’indennità di vacanza contrattuale e la cancellazione del 2013 ai fini dei gradoni. Il blocco della contrattazione dovrebbe, semplicemente, impedire la crescita della spesa pubblica per gli stipendi dei dipendenti statali, scuola compresa. Mentre dal blocco dell’indennità di vacanza contrattuale lo stato dovrebbe ricavare un risparmio nel 2014 nell’ordine di 801 milioni di euro. Questo per quanto riguarda il pubblico impiego nel suo insieme. Quanto alla scuola, i risparmi sui gradoni sono stimati nell’ordine di 300 milioni l’anno dal 2014 al 2016. In buona sostanza, dunque, per il blocco della contrattazione e dell’indennità di vacanza contrattuale i dipendenti pubblici andranno incontro ad una mera perdita del potere di acquisito dei salari, per i lavoratori della scuola il blocco degli scatti si tradurrà in una perdita salariale in senso stretto. Perché i meccanismi di progressione economica del comparto sono legati ad una diversa graduazione degli importi retributivi legati proprio all’anzianità di servizio.

ANTIMO DI GERONIMO

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