Se da un lato i sindacati confederali si accordano con il governo sul rinnovo del contratto e su tutto ciò che comportano le riforme, dall’altro i sindacati di base indicono lo sciopero generale.

Il 17 marzo lo scipero della scuola per protestare contro la legge 107/15 e le sue riforme

lo sciopero dei cobas scuola

Con un comunicato congiunto UNICOBAS e COBAS Scuola indicono lo sciopero generale per opporsi al disastroso tentativo di riforma e per difendere l’istruzione pubblica.

Nel comunicato stampa Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas e Stefano d’Errico segretario nazonale di Unicobas sottolineano come l’attuale governo in carica sia la fotocopia del precedente e gli 8 decreti attuativi della legge 107/15 portano la scuola pubblica nella gabbia della scuola-azienda.

La scuola riformata sarà sempre più simile ad un’azienda privata

I due sindacati di base evideziano come i Cinque sindacati “rappresentativi” siano “complici” di questo disastro che sta per abbattere definitivamente l’istruzione pubblica.

Le richieste dei sindacati di base

Con lo sciopero oltre al ritiro delle deleghe, chiedono che:
1) la mobilità sia gestita con titolarità su scuola, eliminando gli incarichi triennali (anche non rinnovabili) decisi dal preside, e garantendo la continuità a tutti i docenti;
2) i fondi del sedicente “merito” , della Carta del docente e del Fondo di istituto siano destinati alla contrattazione nazionale per un aumento che, insieme a rilevanti fondi da stanziare per il contratto, garantisca a docenti e Ata il recupero almeno di quel 20% di salario perso nel più lungo blocco contrattuale della storia della Repubblica;
3) venga cancellato il “welfare contrattuale”, che destina parte degli aumenti a diritti sociali che devono essere garantiti dallo Stato;
4) siano assunti i precari – docenti ed ATA – con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto;
5) venga bloccata la manovra sulle “reti di scuole”, ampliato l’organico ATA, re-internalizzati i servizi di pulizia, eliminato il divieto di nominare supplenti per gli amministrativi e tecnici anche per periodi prolungati, e nominati i supplenti per i collaboratori scolastici anche per i primi 7 giorni, resa giustizia agli ATA ex-Enti locali;
6) sia ridata alle scuole superiori la libertà di istituire o meno l’”alternanza scuola-lavoro” e di determinarne il numero di ore, cancellandone l’obbligo;
7) vengano eliminati i quiz Invalsi come strumento per valutare scuole, docenti e studenti;
8) sia restituito ai lavoratori/trici il diritto di partecipare ad assemblee indette da qualsiasi sindacato e applicato un sistema proporzionale di voto senza sbarramenti per l’accesso ai diritti sindacali, con un voto a livello di scuola e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai due livelli.

Qui il comunicato-stampa completo

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