Con la Legge di Bilancio 2026, la soglia di esenzione fiscale e previdenziale per i buoni pasto elettronici salirà da 8 a 10 euro. Questo provvedimento è pensato per affrontare l’aumento dei prezzi alimentari e per rafforzare il welfare aziendale. Tuttavia, c’è una nota dolente: i docenti e il personale ATA delle scuole rimangono gli unici dipendenti della Pubblica Amministrazione a non beneficiare di questa misura.
L’assenza di buoni pasto per il settore scolastico è una disparità che Anief, l’associazione sindacale di categoria, continua a mettere in evidenza. Di recente, la 7ª Commissione del Senato ha approvato un ordine del giorno che chiede al Governo di considerare l’inserimento di questo benefit nel prossimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca 2025-2027.
Secondo Anief, riconoscere il buono pasto è essenziale per garantire equità e supporto ai lavoratori scolastici, che spesso si trovano a dover affrontare orari intensi senza la possibilità di una pausa mensa adeguata. La proposta prevede di assegnare il beneficio a chi lavora più di sei ore al giorno, un passo necessario per migliorare le condizioni del personale docente e ATA.
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