L’utilizzo reiterato dei contratti a tempo determinato nel settore scolastico rappresenta una problematica significativa per docenti e personale ATA. La normativa italiana ed europea vieta infatti l’abuso di tali contratti oltre i 36 mesi complessivi, anche non consecutivi. Tuttavia, nel pubblico impiego, a differenza del settore privato, non si prevede l’assunzione automatica, bensì un risarcimento economico per il danno subito.
È importante distinguere tra organico di diritto e organico di fatto: nel primo caso, la reiterazione oltre i 36 mesi è ritenuta illegittima, mentre nel secondo è necessario dimostrare che i contratti coprivano esigenze permanenti. Recenti modifiche legislative (D.Lgs. n. 131/2024) stabiliscono un’indennità risarcitoria tra 4 e 24 mensilità, con possibilità di richiedere un maggiore risarcimento se adeguatamente provato.
Per far valere i propri diritti, è essenziale rispettare le tempistiche: inviare una diffida entro 180 giorni dalla scadenza del contratto e agire giudizialmente entro 10 anni. Inoltre, l’immissione in ruolo non sempre esclude il diritto al risarcimento, dipendendo dalle modalità di assunzione.
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