HomeNotizieAccesso agevolato ad AdI e SFL: si allarga la categoria dei "Fragili"

Accesso agevolato ad AdI e SFL: si allarga la categoria dei “Fragili”

Riforma del welfare 2026: cambiano i requisiti per AdI e SFL. Inserimento dei soggetti in carico ai servizi sociali e sanitari: ecco chi sono i nuovi fragili.

Il sistema di inclusione sociale in Italia sta subendo un’importante revisione nel corso del 2026. Con le ultime circolari applicative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Assegno di Inclusione (AdI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) aprono le porte a nuove categorie di beneficiari.

L’obiettivo è chiaro: garantire l’accesso agevolato a chi vive in condizioni di marginalità non solo economica, ma anche sociale e sanitaria, ampliando la definizione di “soggetti fragili”. Ecco l’analisi tecnica di chi rientra nel nuovo perimetro delle tutele e come presentare domanda.

L’Assegno di Inclusione (AdI) non è più una misura destinata esclusivamente a nuclei con disabili, minori o over 60. La normativa 2026 sposta il focus sulla “condizione di svantaggio”, un concetto multidimensionale che permette l’accesso al sussidio anche a singoli individui o nuclei familiari precedentemente esclusi, purché certificati dai servizi pubblici.

Chi sono i “Nuovi Fragili”? L’elenco aggiornato

La vera svolta riguarda l’estensione della categoria dei soggetti in condizione di svantaggio, che possono accedere all’AdI (con importi fino a € 500 mensili più contributo affitto) a prescindere dall’età. Tra le categorie incluse troviamo:

  • Soggetti in carico ai servizi sociali: Persone con gravi problematiche di emarginazione sociale o residenti in strutture di accoglienza.

  • Vittime di violenza di genere: Inserite in percorsi di protezione certificati.

  • Ex detenuti e persone in esecuzione penale: In fase di reinserimento lavorativo e sociale.

  • Persone con patologie croniche o disturbi mentali: In carico ai servizi psichiatrici (CSM) o ai centri per le dipendenze (SerD).

  • Caregiver familiari: Coloro che assistono un familiare con grave disabilità (art. 3 comma 3 Legge 104) in modo continuativo.

Le novità per il Supporto Formazione e Lavoro (SFL)

Per chi è considerato “occupabile” (fascia 18-59 anni senza fragilità gravi), il SFL rimane la strada principale per ottenere il bonus di € 350 mensili. Le agevolazioni 2026 prevedono:

  1. Incentivo al cumulo: Possibilità di cumulare il sussidio SFL con piccoli redditi da lavoro intermittente o stagionale fino a una soglia più alta rispetto al passato (€ 3.000 annui).

  2. Percorsi personalizzati: La piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) integra ora i dati delle agenzie per il lavoro private, riducendo i tempi di attivazione dei corsi formativi.

  3. Priorità ai giovani NEET: Accesso semplificato per i giovani sotto i 30 anni che non studiano e non lavorano, con percorsi di servizio civile universale.

Requisiti ISEE e Residenza 2026

Nonostante l’allargamento delle categorie, i paletti economici restano stringenti per garantire la sostenibilità della misura:

Requisito Valore Limite 2026 Note
ISEE € 9.360 Valore invariato ma con franchigie per la casa
Reddito Familiare € 6.000 Parametro moltiplicato per la scala di equivalenza
Patrimonio Immobiliare € 30.000 Esclusa la casa di abitazione (fino a € 150k)
Patrimonio Mobiliare € 6.000 Incrementato per ogni componente extra

Come richiedere la certificazione di “Svantaggio”

Per rientrare nelle nuove categorie e sbloccare l’AdI, il passaggio fondamentale è l’attestazione della condizione di svantaggio.

  • Non basta l’autocertificazione: È necessario un documento rilasciato dalla Pubblica Amministrazione (ASL, Comune, Ministero della Giustizia).

  • Inserimento nel PAD: Una volta presentata la domanda sul sito INPS, il richiedente deve sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) e presentarsi al colloquio presso i Servizi Sociali entro 120 giorni.


Un welfare più mirato

L’allargamento della platea dei fragili nel 2026 riflette la volontà di non lasciare indietro chi, pur essendo teoricamente abile al lavoro, vive ostacoli oggettivi (salute, situazioni familiari complesse) che ne impediscono l’impiego immediato. L’AdI si conferma quindi non come un “reddito di cittadinanza 2.0”, ma come un vero strumento di protezione sociale integrata.

Ritieni di rientrare in una delle nuove categorie protette o hai riscontrato difficoltà nel riconoscimento della certificazione di svantaggio da parte del tuo Comune?

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