L’atteso aggiornamento delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) per il biennio 2026/2028 si preannuncia come uno dei più dinamici dell’ultimo decennio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha confermato un principio cardine: la piena mobilità dei docenti.
A differenza di altre procedure concorsuali o dei vincoli triennali sulla mobilità di ruolo, per le supplenze non esiste alcun blocco. Ogni aspirante potrà cambiare provincia di iscrizione e, contemporaneamente, ampliare il proprio ventaglio di insegnamenti inserendo nuove classi di concorso acquisite nel corso dell’ultimo biennio.
1. Cambio provincia: strategia e libertà totale
Nel 2026, la scelta della provincia non è più un “matrimonio” indissolubile. Chi è rimasto deluso dalle nomine del biennio precedente o chi ha notato una saturazione della propria classe di concorso in una determinata zona, può migrare altrove.
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Punteggio intatto: Il punteggio accumulato (servizio, titoli e abilitazioni) si sposta integralmente nella nuova provincia. Non si perde nulla nel passaggio.
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Analisi dei flussi: È fondamentale consultare i report dei “bollettini di nomina” 2024 e 2025 delle province target. Cambiare provincia verso zone con meno precari o con più disponibilità in organico di diritto è la mossa vincente per passare dal fondo della classifica a una nomina al 31 agosto.
2. Inserimento in nuove classi di concorso
Il 2026 è l’anno dei nuovi percorsi abilitanti (30, 36 e 60 CFU). Il sistema delle GPS consentirà a chi ha acquisito un nuovo titolo di studio o un’abilitazione di:
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Passare dalla Seconda alla Prima Fascia: Per le classi di concorso in cui si è ottenuta l’abilitazione.
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Aggiungere nuove classi di concorso in Seconda Fascia: Se si sono acquisiti i crediti necessari (CFU/CFA) previsti dalla nuova riforma dei requisiti d’accesso per il primo e secondo ciclo.
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Ottimizzare il punteggio incrociato: Ogni nuova classe di concorso aggiunta aumenta le probabilità di essere chiamati per le supplenze brevi o sul sostegno da “graduatorie incrociate”.
3. Le 150 preferenze: la vera sfida dopo il cambio
Il cambio della provincia comporta la necessità di compilare ex novo la lista delle 150 preferenze (scuole, comuni, distretti). Senza vincoli territoriali, il docente ha una “tabula rasa” su cui disegnare la propria strategia di nomina:
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Priorità al tipo di posto: Si può scegliere se dare precedenza al posto comune o al sostegno.
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Scelta dei distretti: In una provincia nuova, è consigliabile puntare sui distretti con alta densità scolastica per aumentare le “chance” statistiche.
Consiglio Tecnico 2026: Con il nuovo algoritmo, l’ordine delle 150 preferenze è più che mai decisivo. Una provincia meno affollata unita a una scelta oculata delle sedi può garantire il ruolo da GPS (per le classi in cui è previsto) o la supplenza annuale.
4. Requisiti e titoli: cosa dichiarare entro la scadenza
L’aggiornamento, previsto per la primavera 2026, richiederà la dichiarazione di tutti i titoli conseguiti dopo l’ultima riapertura del 2024.
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Servizio: Sarà valutato il servizio prestato fino alla data di scadenza della domanda.
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Titoli con riserva: Chi concluderà i percorsi abilitanti entro il 30 giugno 2026 potrà inserirsi con riserva nella prima fascia della nuova provincia scelta.
Conclusioni: verso un biennio di nuove opportunità
La mancanza di vincoli nel cambio provincia rende le GPS 2026/2028 uno strumento estremamente flessibile per la carriera dei docenti. La libertà di movimento, unita alla possibilità di inserire nuove abilitazioni, trasforma le graduatorie in un mercato aperto dove la strategia di posizionamento conta quanto il punteggio.
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