Il tema dei salari in Italia è davvero preoccupante: un recente rapporto dell’Inps mette in luce una situazione difficile per i lavoratori. Tra il 2014 e il 2024, le retribuzioni medie sono aumentate, ma non abbastanza per tenere il passo con l’inflazione. Nel settore privato, gli stipendi sono cresciuti del 14,7%, mentre nel pubblico solo dell’11,7%. Tuttavia, l’inflazione cumulata nello stesso periodo ha raggiunto il 17,4%, creando un divario significativo.
Questo problema non è certo una novità; affonda le sue radici in una stagnazione salariale e nella lentezza dei rinnovi contrattuali. E non dimentichiamo il gender pay gap: nel settore privato, le donne guadagnano in media solo il 70% rispetto agli uomini, nonostante una crescita salariale femminile più rapida negli ultimi anni.
Il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha messo in evidenza che i salari italiani sono tra i più bassi in Europa, sottolineando l’urgenza di rivedere le politiche salariali. Anche se alcuni interventi fiscali hanno aiutato a mitigare l’impatto dell’inflazione per i redditi più bassi, è fondamentale affrontare un problema strutturale che continua a danneggiare il potere d’acquisto e la competitività del nostro Paese.
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