La pazienza dei docenti italiani è finita. In meno di dieci giorni, migliaia di insegnanti hanno dato vita a una mobilitazione senza precedenti: petizioni online, raccolte firme e ricorsi, condivisi in tutti i gruppi social di categoria. Una voce diretta, senza filtri sindacali, che chiede di essere ascoltata dal Ministero dell’Istruzione.
Il cuore della protesta è chiaro: le assegnazioni provvisorie devono essere garantite e la deroga per i genitori over 65 deve restare. Queste norme non sono privilegi: permettono ai docenti di conciliare lavoro e famiglia, di assistere genitori anziani e crescere i figli senza essere costretti a vivere lontani da casa. Eliminare queste possibilità significa trasformare il lavoro in una condanna e calpestare diritti fondamentali.
Ma la frustrazione va oltre gli spostamenti. Gli insegnanti denunciano stipendi bassi, anni di studio e specializzazioni non riconosciuti, buoni pasto assenti e carta docente ridotta a soli 380 euro vincolati, mentre chi decide le regole vive con stipendi milionari e benefit impensabili, completamente scollegati dalla realtà quotidiana della scuola.
La richiesta è una sola: un incontro immediato con il Ministro dell’Istruzione, senza intermediari sindacali, per discutere di:
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assegnazioni provvisorie
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vincolo triennale
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deroga over 65
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condizioni economiche dignitose e rispetto dei diritti dei docenti
Questa è una chiamata a tutti gli insegnanti italiani: fate sentire la vostra voce, firmate la petizione e unitevi alla mobilitazione. Solo con la forza di migliaia di firme possiamo dimostrare che la scuola non può essere gestita ignorando chi la sostiene ogni giorno.
I docenti non sono numeri. Sono famiglie, vite e futuro della scuola italiana. Oggi dicono chiaramente: ORA BASTA.
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