Non ci siamo. L’Assegno di Inclusione, nato con l’intento di sostenere le famiglie più fragili, rischia di diventare un’ennesima misura insufficiente. Parliamoci chiaro: una ricarica mensile sotto i 500 euro non copre nemmeno le spese basilari, figuriamoci se può rappresentare un reale aiuto per uscire da situazioni di disagio economico.
Ma c’è una possibilità di ottenere un aumento? Sì, ma non è per tutti e, soprattutto, non è immediata. Per prima cosa, è essenziale verificare che il proprio nucleo familiare rispetti i requisiti aggiornati per l’inclusione sociale: presenza di minori, disabili o over 60. Sono questi i criteri che possono far salire l’importo. Inoltre, il calcolo tiene conto dell’ISEE e di eventuali redditi percepiti.
E qui nasce il problema: la burocrazia. Molti rinunciano a richiedere l’adeguamento perché sommersi da documenti e procedure poco chiare. Non sarebbe forse il caso di semplificare il sistema? Perché un diritto che dovrebbe essere universale diventa un percorso a ostacoli per chi già vive difficoltà?
Un assegno più alto non risolverà tutto, certo. Ma almeno darebbe un po’ di respiro a chi, ogni mese, si ritrova a fare i conti con una calcolatrice che non torna mai.
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