il primo piano della ministra Fedeli
Assunzioni scuola: il MEF frena la ministra Fedeli che chiede altri 25 mila posti

La ministra Giannini ha intrapreso un vero e proprio braccio di ferro con il governo e in particolare con il MEF guidato dal ministro Padoan e Paolo Gentiloni.

il primo piano della ministra Fedeli
Assunzioni scuola: il MEF frena la ministra Fedeli che chiede altri 25 mila posti

Sul tavolo vi è la richiesta di altri 25 mila posti destinati all’immissione in ruolo del personale della scuola. La risposta da parte del ministro Padoan è che al massimo può concere 8-10 mila posti e non di più. Mancano le risorse.

Il rischio è che il prossimo avvio dell’anno scolastico potrebbe essere caotico e la ministra Fedeli lo sottolinea in una missiva indirizzata al premier e al capo del Ministero dell’ Economia e delle Finanze: “Ormai non riusciremo a partire in tempo per settembre e la colpa non è certo nostra” evidenziando che il ritardo è inaccettabile.

I nuovi 25 mila posti in più richiesti dalla ministra Fedeli servirebbero a trasformare il cosiddetto organico di fatto, ovvero quei posti che si creano prima dell’inizio dell’anno scolastico, in organico di diritto, quest’ultimo è destinato alle immissioni in ruolo o agli incarichi annuali fino al 31 agosto.

I 25 mila posti in più destinati all’assunzione dei precari sono ormai diventato un cruccio per la ministra Fedeli, ha sottolinearlo è annche il Corriere della Sera che scrive: “il cruccio della ministra restano i 25 mila nuovi posti: per ragioni politiche, che in questi giorni di congresso del Pd fanno fibrillare il governo in uno scontro tra ministri politici e tecnici, gli uni più attenti al consenso gi altri ai conti, ma anche ragioni organizzative e pratiche: la Ragioneria dello Stato si starebbe orientando per dare l’ok a 8-10 mila nuove assunzioni.

Il timore è di perdere 400 milioni per le assunzioni

Il timore è che i 400 milioni – conclude il Corriere della Sera – finiscano tra le poste dei tagli ai ministeri, finora solo genericamente annunciati per evitare la procedura d’infrazione: il ministero dell’Istruzione ha avuto oltre tre miliardi aggiuntivi di spesa grazie alla mega stabilizzazione dei precari degli scorsi anni. In più questi nuovi posti «sono molto attesi nel mondo della scuola» e dai sindacati con i quali la nuova ministra ha ricucito i rapporti dopo il periodo burrascoso seguito all’approvazione della riforma”

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