Il cedolino di aprile 2026 segna un momento di svolta per i pensionati al minimo. Grazie alla clausola di salvaguardia inserita nell’ultima manovra finanziaria, scatterà un ulteriore incremento volto a contrastare l’erosione del potere d’acquisto registrata nel primo trimestre dell’anno.
Non si tratta solo della consueta perequazione, ma di una maggiorazione straordinaria che porterà l’assegno base a cifre mai raggiunte in precedenza.
1. Quanto aumentano le pensioni minime? Le cifre esatte
L’aumento di aprile è il risultato di due componenti: l’adeguamento definitivo all’inflazione 2025 e il “Bonus Stabilità 2026” riservato ai redditi più bassi.
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Importo base 2025: € 614,77
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Nuovo importo aprile 2026 (stimato): € 625,83
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Incremento percentuale totale: +1,8% rispetto a gennaio 2026.
2. Chi ha diritto alla maggiorazione di Aprile?
L’aumento non è automatico per tutti i pensionati, ma segue criteri reddituali rigidi:
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Pensionati Over 75: Per questa categoria è prevista una “super-minima” che potrebbe sfiorare i 700 euro, grazie all’integrazione specifica per la terza età avanzata.
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Reddito Personale: Il limite per ottenere l’integrazione al minimo completa nel 2026 è stato aggiornato. Chi supera la soglia di reddito annuo di € 8.135,41 (stima) riceverà un aumento parziale o nullo.
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Reddito Coniugale: Se il pensionato è coniugato, viene calcolato anche il reddito del partner, con un tetto massimo fissato a circa 24.406 euro annui per l’integrazione piena.
3. Calendario Pagamenti Aprile 2026
Il pagamento delle pensioni di aprile non subirà slittamenti dovuti a festività particolari nei primi giorni del mese.
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Mercoledì 1 aprile 2026: Accredito per chi riceve la pensione presso le Poste Italiane (secondo il consueto ordine alfabetico per il ritiro in contanti) e per chi ha l’accredito diretto in Banca.
Nota di servizio: Il cedolino sarà visualizzabile sul portale INPS già a partire dal 20 marzo 2026 attraverso l’accesso con SPID o CIE.
4. Perché l’aumento arriva proprio ad Aprile?
Molti utenti si chiedono perché non abbiano visto queste cifre già a gennaio. La risposta risiede nel meccanismo di conguaglio: aprile è il mese in cui l’INPS applica le variazioni definitive calcolate sulla base dei dati ISTAT definitivi dell’anno precedente, includendo spesso gli arretrati dei primi tre mesi dell’anno in un’unica soluzione.
Conclusioni: Un aiuto reale o simbolico?
Sebbene l’aumento di circa 11-15 euro mensili possa sembrare modesto, per chi percepisce il minimo rappresenta la copertura di spese essenziali come l’adeguamento delle tariffe energetiche o dei farmaci da banco. Tuttavia, le associazioni dei consumatori sottolineano che, al netto del costo della vita nel 2026, la soglia di povertà relativa resta ancora superiore all’importo delle minime attuali.
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