Una recente sentenza del Tar di Roma (n. 1532/2026) ha stabilito principi fondamentali riguardanti la bocciatura scolastica, un tema sempre delicato e fonte di dibattito nel mondo dell’istruzione italiana. Il tribunale amministrativo ha infatti chiarito che la decisione di non ammettere uno studente all’anno successivo non può derivare unicamente da una valutazione complessiva negativa dei voti ottenuti durante l’anno.
La valutazione dello studente: un processo complesso
La sentenza sottolinea con forza che la bocciatura non può essere considerata una conseguenza automatica di insufficienze accumulate. Al contrario, deve rappresentare l’esito di una valutazione più ampia e articolata, che tiene conto di diversi fattori. Tra questi, assumono particolare rilevanza il percorso individuale dello studente, i progressi compiuti durante l’anno scolastico, le sue specifiche difficoltà e il contesto socio-culturale di provenienza. In sostanza, il Tar invita le istituzioni scolastiche a considerare la situazione di ogni singolo alunno in maniera olistica, evitando generalizzazioni e automatismi.
Questa pronuncia rappresenta un importante precedente per il sistema scolastico italiano, poiché pone l’accento sulla necessità di una valutazione più umana e personalizzata, che valorizza il potenziale di ogni studente e promuove un apprendimento significativo e inclusivo. Le scuole, quindi, dovranno rivedere le proprie procedure di valutazione, adottando criteri più flessibili e attenti alle peculiarità di ciascun alunno. Sarà fondamentale, inoltre, che i docenti siano adeguatamente formati per affrontare questa nuova sfida, sviluppando competenze specifiche nell’ambito della valutazione formativa e della didattica personalizzata.
La decisione del Tar potrebbe avere implicazioni significative anche sul piano sindacale e legislativo. I sindacati della scuola potrebbero infatti utilizzare questa sentenza per negoziare nuove modalità di valutazione e per tutelare i diritti degli studenti. Sul fronte legislativo, il Ministero dell’Istruzione potrebbe essere chiamato a rivedere le normative vigenti in materia di valutazione, adeguandole ai principi espressi dal tribunale amministrativo.
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