Un’analisi delle modifiche recenti
Durante il question time del 18 febbraio in VII Commissione Cultura alla Camera, la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti ha ripercorso l’evoluzione della misura. Nata per i soli docenti di ruolo, la Carta è stata estesa ai supplenti annuali, ai docenti con incarico fino al 30 giugno e al personale educativo, portando il numero di beneficiari a oltre un milione.
Tuttavia, l’ampliamento della platea ha comportato una riduzione dell’importo individuale: dagli originari 500 euro si è scesi a circa 400 euro per l’anno scolastico 2025-2026. Parallelamente, sono stati stanziati 270 milioni di euro di fondi europei per la formazione strutturale, destinati a strumenti tecnologici in comodato d’uso tramite le scuole.
La trasformazione in uno strumento di welfare
Tra le novità più discusse vi è l’inclusione delle spese di trasporto pubblico tra quelle coperte dalla Carta. Questa modifica ha sollevato dubbi sulla possibile deviazione dalla finalità originaria dello strumento, nato per sostenere la formazione professionale. Ora, però, la misura sembra assumere sempre più i contorni di un bonus welfare individuale.
L’estensione al personale ATA: un obiettivo ancora lontano
L’annuncio dell’intenzione di estendere la Carta al personale ATA ha acceso il dibattito. Tuttavia, non sono ancora stati stanziati fondi specifici a tale scopo, come dimostrano i recenti provvedimenti governativi che non includono questa misura. Senza risorse dedicate e una chiara ridefinizione degli obiettivi della Carta, l’estensione agli ATA appare al momento una prospettiva futura piuttosto che una realtà imminente.
Il bivio del Governo: formazione o welfare?
La questione centrale rimane la natura stessa della Carta del Docente. Se il Governo decidesse di trasformarla in un vero strumento di welfare scolastico, potrebbe includere progressivamente tutte le figure professionali del settore educativo. Al contrario, mantenendola come bonus esclusivamente formativo, sarebbe necessario limitare l’ambito d’azione e garantire coperture finanziarie adeguate.
In ogni caso, la strada per un eventuale allargamento ai personali ATA appare lunga e complessa, con tempistiche che difficilmente saranno brevi.
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