Con l’approvazione del decreto del 18 febbraio, il sistema dei bonus energia subisce una significativa rimodulazione per il 2026. Sono stati stanziati 315 milioni di euro destinati alla Cassa per i servizi energetici e ambientali, con l’obiettivo di rafforzare il supporto alle famiglie in difficoltà economica. Le modifiche introdotte riguardano sia chi già beneficia del bonus sociale sia una nuova fascia di famiglie con ISEE medio-basso che finora non aveva accesso a tali agevolazioni.
315 euro di bonus per i nuclei vulnerabili
I nuclei familiari considerati vulnerabili, ovvero quelli che attualmente ricevono il bonus sociale elettrico da 200 euro l’anno, potranno usufruire di uno sconto aggiuntivo in bolletta fino a 115 euro. Questo porta il beneficio totale a un massimo di 315 euro annui.
Le categorie interessate includono:
- Famiglie con ISEE fino a 9.530 euro;
- Nuclei con ISEE fino a 20.000 euro e almeno quattro figli a carico.
Non sarà necessario presentare alcuna domanda: il bonus verrà applicato automaticamente in bolletta dal gestore energetico.
60 euro Extra per ISEE fino a 25.000 euro
La vera novità riguarda le famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro che non percepiscono il bonus sociale. Per gli anni 2026 e 2027, i venditori di energia elettrica potranno riconoscere un contributo straordinario pari alla componente PE, che copre i costi di acquisto dell’energia.
Considerando che la componente PE corrisponde a circa 12 centesimi per kWh, il contributo può arrivare fino a 60 euro annui. Lo sconto sarà applicato direttamente nelle fatture relative ai consumi del quinto mese successivo al bimestre di riferimento.
Cambiamenti rispetto al 2025
Rispetto al 2025, l’approccio adottato nel 2026 si differenzia per una maggiore focalizzazione sui nuclei vulnerabili. Se l’anno scorso il contributo straordinario era più ampio e uniforme per gli ISEE fino a 25.000 euro, quest’anno il sostegno per la fascia medio-bassa è più contenuto e direttamente correlato al costo dell’energia consumata.
A quando una politica seria a sostegno dei salari? E’ la domanda che ci facciamo ormai da anni, ma non abbiamo mai avuti nessuna risposta.
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