La Legge di Bilancio 2026 ha sciolto le riserve: il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è stato ufficialmente prorogato per tutto l’anno in corso. Una conferma attesa da molti contribuenti che stanno affrontando o pianificando lavori di ristrutturazione e che intendono ammodernare la propria abitazione con apparecchi di ultima generazione, più efficienti e meno energivori.
In questa guida analizziamo i nuovi limiti di spesa, le classi energetiche richieste e le condizioni essenziali per non perdere la detrazione.
I Beneficiari del Bonus 2026
Il Bonus spetta a chi acquista mobili e grandi elettrodomestici nuovi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Tuttavia, c’è un vincolo fondamentale: il beneficio è destinato esclusivamente a chi ha realizzato (o sta realizzando) interventi di ristrutturazione edilizia.
Requisiti Temporali:
Per gli acquisti effettuati nel 2026, è necessario che i lavori di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
Nota importante: La detrazione spetta solo a chi ha effettivamente sostenuto le spese per la ristrutturazione. Se un coniuge paga i lavori e l’altro gli elettrodomestici, nessuno dei due potrà beneficiare del bonus.
Massimali di spesa e Detrazione
Per il 2026, il tetto massimo di spesa agevolabile rimane fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare (incluse le pertinenze).
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Percentuale di detrazione: 50% delle spese sostenute.
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Rimborso massimo: Fino a 2.500 euro.
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Modalità di erogazione: Il rimborso avviene sotto forma di detrazione IRPEF, ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
Classi Energetiche: Quali elettrodomestici rientrano?
Non tutti gli apparecchi sono agevolabili. La normativa impone il rispetto di rigide classi energetiche (basate sulla nuova etichettatura europea) per incentivare il risparmio elettrico:
| Elettrodomestico | Classe Energetica Minima |
| Forni | Classe A o superiore |
| Lavatrici e Lavasciuga | Classe E o superiore |
| Lavastoviglie | Classe E o superiore |
| Frigoriferi e Congelatori | Classe F o superiore |
Sono inclusi nel bonus anche piani cottura elettrici, stufe elettriche, forni a microonde e condizionatori, purché dotati di etichetta energetica ove previsto.
Documentazione: Come pagare per non perdere il Bonus
L’Agenzia delle Entrate è molto rigorosa sulle modalità di pagamento. Per avere diritto allo sconto del 50%, è obbligatorio utilizzare metodi tracciabili:
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Bonifico bancario o postale (non è necessario quello “parlante” specifico per le ristrutturazioni, ma è consigliato).
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Carta di credito o di debito (bancomat).
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Finanziamento a rate, purché la finanziaria paghi con metodi tracciabili e il contribuente conservi la ricevuta.
Vietato l’uso dei contanti o degli assegni, pena la perdita totale dell’agevolazione.
Cosa conservare?
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Fattura di acquisto con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni.
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Ricevuta della transazione (pos o bonifico).
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Documentazione di addebito sul conto corrente.
Il nuovo “Bonus Elettrodomestici” (Mimit) vs “Bonus Mobili”
Attenzione a non fare confusione: nel 2026 convive anche il contributo diretto introdotto dal Ministero delle Imprese (Mimit) per la sostituzione di vecchi apparecchi.
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Bonus Mobili (50%): Richiede la ristrutturazione edilizia.
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Contributo Mimit: È un incentivo una tantum per la rottamazione, non cumulabile con il bonus mobili per lo stesso acquisto.
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