Non è un “assegno” che arriva con bonifico, ma un risparmio diretto in busta paga. Il cosiddetto “Bonus Mamme”, ovvero l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, è stato confermato e stabilizzato per tutto il 2026.
Secondo le ultime circolari INPS, l’impatto medio per le lavoratrici con redditi medi è di circa 40 euro al mese (fino a un massimo di 250€ lordi). Ecco chi ne ha diritto quest’anno, come richiederlo e perché la scadenza di gennaio è fondamentale per non perdere gli arretrati.
1. Requisiti 2026: chi sono le beneficiarie?
La normativa 2026 ha introdotto una distinzione importante rispetto al passato. L’agevolazione spetta alle lavoratrici madri con contratto a tempo indeterminato (anche part-time) nei seguenti casi:
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Mamme con 3 o più figli: L’esonero spetta fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo.
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Mamme con 2 figli: Per il 2026 è stata confermata in via sperimentale la tutela fino al compimento del 10° anno del figlio più piccolo (precedentemente era limitata ai 10 anni).
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Pubblico e Privato: Il bonus spetta sia alle dipendenti pubbliche che a quelle del settore privato (escluso il lavoro domestico).
2. Calcolo: perché proprio 40 euro al mese?
Molte lavoratrici si chiedono a quanto ammonti effettivamente il beneficio. L’esonero riguarda il 9,19% dei contributi IVS solitamente trattenuti in busta paga.
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Reddito di 20.000€ annui: Il risparmio netto è di circa 35-40 euro al mese.
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Reddito di 35.000€ annui: Il risparmio può salire oltre i 90 euro al mese.
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Il tetto massimo: L’INPS ha fissato un limite massimo di esonero pari a 3.000 euro annui (250€ al mese).
Nota Tecnica: Il beneficio è particolarmente vantaggioso perché aumenta il “netto in busta” senza aumentare l’imponibile previdenziale, proteggendo così la futura pensione.
3. Tabella: Riepilogo Bonus Mamme 2026
| Numero Figli | Età Figlio più piccolo | Durata Agevolazione | Risparmio Mensile Stimato |
| 2 Figli | Fino a 10 anni | Fino al 31/12/2026 | 35€ – 80€ |
| 3+ Figli | Fino a 18 anni | Permanente (fino a maggiore età) | 40€ – 250€ |
| Figlio Unico | – | NON SPETTA | 0€ |
4. Come presentare la domanda: il Portale INPS
Il Bonus Mamme non è sempre automatico. Esistono due strade per ottenerlo:
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Comunicazione al datore di lavoro: La lavoratrice può comunicare direttamente al proprio ufficio HR i codici fiscali dei figli. Il datore applicherà l’esonero direttamente in busta paga.
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Applicativo INPS: È possibile utilizzare l’utility “Utility Esonero Lavoratrici Madri” sul portale INPS. Accedendo con SPID, si possono inserire i dati dei figli per generare la comunicazione ufficiale che l’INPS invierà al datore di lavoro.
5. Scadenze e Arretrati: occhio a fine Gennaio
Se non hai mai richiesto il bonus pur avendone diritto, puoi richiedere gli arretrati per i mesi del 2025 e per gennaio 2026.
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Entro il 31 Gennaio: È consigliabile aggiornare i dati dei figli se uno di essi ha cambiato fascia di età o se è nato un nuovo componente nel nucleo familiare durante le festività.
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Verifica ISEE: Sebbene il bonus mamme non richieda l’ISEE, averlo aggiornato serve a cumulare questo beneficio con l’Assegno Unico potenziato per il 2026.
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