Siamo giunti a metà febbraio 2026 e migliaia di famiglie italiane si pongono la stessa domanda: perché non è ancora possibile inviare la domanda per il Bonus Nido? Nonostante la conferma dei fondi nella Legge di Bilancio e il rafforzamento dell’assegno per i secondi figli, la procedura sul sito dell’INPS risulta ancora “in fase di aggiornamento”.
L’attesa sta creando apprensione, poiché il Bonus Nido viene erogato fino a esaurimento fondi secondo l’ordine cronologico di presentazione. Ecco l’analisi tecnica sui motivi del ritardo e la data presunta di sblocco.
Perché le domande 2026 sono ancora bloccate?
Il ritardo non è dovuto a una mancanza di fondi, ma a un aggiornamento strutturale del sistema informativo SIISL. Per il 2026, l’INPS sta implementando un sistema di “auto-acquisizione” dei dati dalle banche dati comunali per ridurre gli errori nelle fatture.
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Integrazione ISEE 2026: Il software deve allinearsi alle nuove soglie rivalutate dello 1,4%.
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Verifica “Secondo Figlio”: La procedura per ottenere il massimo della quota (3.600 euro) richiede un incrocio immediato con i dati dell’Assegno Unico per verificare la composizione del nucleo familiare (presenza di un altro figlio sotto i 10 anni).
Gli Importi 2026: chi ha diritto ai 3.600 euro?
La normativa 2026 conferma il potenziamento del bonus per le famiglie numerose o con redditi bassi. Gli importi sono così ripartiti:
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ISEE fino a € 25.130: Bonus di € 3.000 (circa 272€ al mese). Se nel nucleo è presente un altro figlio sotto i 10 anni e il nuovo nato è arrivato nel 2024, 2025 o 2026, l’importo sale a € 3.600 (327€ al mese).
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ISEE tra € 25.131 e € 40.000: Bonus di € 2.500 (227€ al mese).
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ISEE oltre € 40.000 (o senza ISEE): Bonus minimo di € 1.500 (136€ al mese).
Consiglio SEO-Pratico: Anche se non hai ancora l’ISEE 2026, potrai presentare domanda non appena aprirà il portale, ma l’INPS ti assegnerà d’ufficio la quota minima (1.500€). Avrai poi tempo per inserire l’ISEE e ottenere il conguaglio.
Data di apertura: le previsioni per Febbraio/Marzo 2026
Secondo fonti vicine alla direzione tecnica dell’INPS, il rilascio della procedura è previsto nella finestra temporale tra il 24 febbraio e il 5 marzo 2026.
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Perché questa data? Solitamente l’INPS attende il consolidamento delle DSU (ISEE) di gennaio per evitare un sovraccarico di domande con dati errati che richiederebbero migliaia di rettifiche manuali.
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Retroattività: Nonostante il ritardo, la domanda coprirà tutte le rette pagate a partire da gennaio 2026. L’importante è conservare le fatture e le ricevute di pagamento (che devono essere tracciabili: bonifico o carta).
Documenti da preparare: non farti trovare impreparato
Quando il portale aprirà, ci sarà un vero e proprio “click day” di fatto. Assicurati di avere pronti:
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Fattura del mese di Gennaio/Febbraio: Deve contenere il codice fiscale del genitore che richiede il bonus e i dati del bambino.
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Partita IVA del nido: Necessaria sia per i nidi pubblici che per i privati autorizzati.
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IBAN corretto: Deve essere intestato o cointestato al genitore che presenta la domanda.
Una corsa contro il tempo
Il Bonus Nido 2026 resta una delle misure più attese per sostenere la natalità, ma il ritardo burocratico sta mettendo alla prova i budget familiari. La buona notizia è che lo stanziamento è stato aumentato, riducendo il rischio di “fondi esauriti” prima della fine dell’anno.
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