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Bullismo a scuola: Occorre un approccio risolutivo e talvolta la scuola da sola non basta, specie quando si sfocia nel microcrimine

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che guarda al fenomeno del bullismo con grande preoccupazione e per questo propone una soluzione drastica.

Aggressioni dei docenti nelle scuole

Il fenomeno del bullismo nelle scuole è una questione sempre più critica che richiede soluzioni efficaci e mirate. L’accoltellamento alla gola dello studente sardo ad opera di un coetaneo all’uscita della scuola è l’ultimo in ordine di tempo.

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In questo contesto, emerge la necessità di riconsiderare le misure punitive tradizionali a favore di un approccio più complesso e risolutivo. In questo articolo, esploreremo una proposta innovativa che mette al centro l’allontanamento temporaneo, l’intervento delle autorità competenti e il trattamento psicologico come chiave per risolvere il problema del bullismo a scuola.

Il Microcrimine e le Misure Riparative/correttive

Il termine “microcriminale” indica un giovane coinvolto in atti di bullismo, ma anziché etichettarlo senza appello, proponiamo una soluzione che mette al centro la riabilitazione. Una delle possibili soluzioni da prendere nell’immediato potrebbe consistere nell’allontanamento temporaneo dalle lezioni, seguito da una denuncia alle forze dell’ordine per permettere un’indagine approfondita degli inquirenti in modo poi da attivare tutte le misure per “rieducare” lo studente violento e bullo, con l’aiuto, ovviamente, dello psicologo.

Priorità al Parere degli Specialisti

La decisione di riammettere l’allievo a scuola non spetterà al dirigente scolastico, all’organo collegiale o al ministro, ma agli psicologi e agli esperti che hanno curato il percorso di riabilitazione. Questo approccio si basa sull’idea che solo chi ha seguito da vicino il percorso di trattamento può valutare in modo accurato la prontezza del giovane a rientrare nell’ambiente scolastico.

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