Buoni pasto statali 2026: richiesto l’aumento a 10 Euro. Ecco la lettera che “sfida” il Governo
Mentre il settore privato festeggia l’innalzamento della soglia defiscalizzata dei buoni pasto elettronici a 10 euro (art. 1, comma 14, Legge n. 199/2025), per i dipendenti della Pubblica Amministrazione la situazione è paradossale. I sindacati (FP CGIL in testa) hanno inviato una lettera formale al Governo e ai vertici INPS per denunciare quello che definiscono l’ennesimo “schiaffo ai lavoratori pubblici”.
Il problema? Il D.L. 95/2012 (la vecchia spending review di Monti) che blocca il valore nominale dei ticket per gli statali a un massimo di 7 euro.
1. Il Contenuto della Lettera: “Basta Discriminazioni”
Nella missiva inviata a Palazzo Chigi, i rappresentanti dei lavoratori sottolineano tre punti critici che rendono insostenibile il tetto attuale:
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Inflazione e Caro-Pasto: Con l’aumento dei prezzi della ristorazione nel 2025-2026, un buono da 7 euro copre a malapena un panino e un’acqua minerale, risultando insufficiente per un pasto completo.
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Disparità tra Pubblico e Privato: Dal 1° gennaio 2026, un’azienda privata può erogare 10 euro netti senza pagare tasse, mentre lo Stato “limita” se stesso e i propri dipendenti a una cifra ferma a 14 anni fa.
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Potere d’Acquisto: L’adeguamento a 10 euro equivarrebbe a un aumento indiretto della busta paga di circa 440 euro netti all’anno.
2. Cosa cambierebbe con il passaggio da 7 a 10 Euro?
L’aumento richiesto non è solo una cifra simbolica, ma una manovra di welfare che impatterebbe su circa 700.000 dipendenti pubblici che utilizzano quotidianamente i ticket elettronici.
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Valore Annuo: Passando da 7€ a 10€, su una media di 220 giorni lavorativi, il beneficio totale salirebbe da 1.540€ a 2.200€.
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Esenzione Totale: Poiché la nuova soglia fiscale 2026 è fissata a 10 euro per i buoni elettronici, l’intero importo sarebbe esente da IRPEF e contributi INPS.
3. Tabella: Buoni Pasto 2026 – Pubblico vs Privato
| Caratteristica | Dipendenti Privati (2026) | Dipendenti Pubblici (Attuale) | Obiettivo Richiesta Sindacale |
| Soglia Esenzione (Elettr.) | 10,00 € | 10,00 € (Teorica) | 10,00 € |
| Valore Facciale Massimo | Libero (decide l’azienda) | Bloccato a 7,00 € | Sblocco a 10,00 € |
| Tassazione | 0% fino a 10 € | 0% | 0% |
| Norma di riferimento | Legge Bilancio 2026 | D.L. 95/2012 | Abrogazione tetti spesa |
4. Perché lo Stato resiste all’aumento?
Il motivo è puramente economico. Alzare il buono pasto di 3 euro per tutti i dipendenti pubblici avrebbe un costo stimato per le casse dello Stato superiore ai 500 milioni di euro annui. Tuttavia, i sindacati ribattono che tale spesa verrebbe compensata dal rilancio dei consumi nei settori della ristorazione e della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), dove i buoni vengono massicciamente utilizzati.
5. FAQ – Le risposte ai dubbi dei lavoratori
L’aumento è automatico?
No. La Legge di Bilancio ha alzato solo la “soglia di esenzione”. Per gli statali serve un decreto specifico che abroghi il tetto del 2012 o una nuova disposizione nel CCNL 2025-2027.
Cosa succede se ricevo un buono da 10 euro oggi?
Nel privato, riceveresti 10 euro netti. Nel pubblico, ad oggi, è tecnicamente impossibile riceverli sopra i 7 euro per via dei vincoli di bilancio delle singole amministrazioni.
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