Mentre il personale della scuola, ATA e docenti attendono il buono pasto, o meglio l’approvazione da parte del governo, lo stesso approva una sorta di bonus di 500 euro che viene erogato grazie alla detassazione.
A partire dal 2026, infatti, i lavoratori italiani (non la scuola n.d.r) possono aspettarsi una novità interessante: la Legge di Bilancio 2026 prevede un aumento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici, che passerà dagli attuali 8 euro a 10 euro al giorno. Questo cambiamento potrebbe portare a un incremento netto annuale di fino a 500 euro, senza alcuna tassazione o contributi da pagare.
I buoni pasto, infatti, non influiscono sul reddito imponibile e non sono soggetti a IRPEF o contributi previdenziali. Con la nuova soglia, in un mese medio di 21 giorni lavorativi, i lavoratori potranno ricevere fino a 210 euro esentasse, rispetto ai 168 euro attuali. Su base annua, il vantaggio complessivo può arrivare a 440 euro, una cifra che può davvero fare la differenza nel bilancio familiare.
Questi voucher possono essere utilizzati per acquistare generi alimentari, mangiare in bar e ristoranti o fare la spesa, contribuendo così a combattere l’aumento del costo della vita. L’aumento della soglia esentasse rappresenta un reale supporto al potere d’acquisto dei lavoratori, senza gravare sui costi per le aziende.
Gli ATA e i docenti chiedono a gran voce l’istituzione dello stesso beneficio anche per la scuola.
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