Gentile Redazione di InformazioneScuola,
Oggi è domenica 8 marzo W le donne e mentre i TG ci distraggono con la storia della famiglia nel bosco e le notizie sportive e altre di musica, gli italiani lamentano salassi per i rincari e l’incapacità politica di dare risposte serie.
Ormai è diventato quasi un riflesso automatico: basta che in qualche parte del mondo scoppi una guerra o si crei una tensione che riguardi gas o petrolio e in Italia i prezzi di carburanti ed energia salgono con una rapidità impressionante. Una velocità che farebbe invidia perfino ai sistemi di difesa che intercettano missili e droni.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Se per l’elettricità non sappiamo ancora quale bolletta ci arriverà nei prossimi mesi, fare rifornimento alla pompa è già diventato un salasso quotidiano. Nel giro di pochi giorni benzina e soprattutto gasolio sono aumentati in modo significativo.
Ma la cosa più paradossale è che non si può neppure dare tutta la colpa ai mercati internazionali.
L’ultima legge finanziaria ha infatti deciso di intervenire sulle accise invertendo di fatto il rapporto tra benzina e diesel. Il gasolio, storicamente più conveniente, è stato appesantito fiscalmente fino a superare la benzina. Una scelta tutta politica che pesa direttamente sulle tasche di milioni di cittadini, lavoratori e famiglie.
Complimenti alla presidente del Consiglio per la scelta miope!
Ancora una volta, infatti, il governo dimostra una preoccupante incapacità nel gestire una delle questioni economiche più delicate del Paese: il costo dell’energia.
Invece di costruire una strategia seria e stabile, si continua a intervenire con misure improvvisate, correttivi temporanei e decisioni fiscali che finiscono puntualmente per scaricarsi sui cittadini.
Il risultato è quello che vediamo ogni giorno: stipendi fermi, pensioni che faticano a tenere il passo con l’inflazione, bollette sempre più alte e carburanti che aumentano alla prima tensione internazionale.
Mentre nello sport si costruiscono risultati storici grazie alla competenza e alla programmazione, vedasi le recenti Olimpiadi invernali, nella politica energetica italiana continua purtroppo a dominare l’improvvisazione.
Ed è proprio questa la vera sconfitta del Paese.
Non quella sul campo di gioco – dove ogni tanto riusciamo persino a battere l’Inghilterra – ma quella di una classe dirigente che sembra incapace di difendere davvero il potere d’acquisto dei cittadini.
Cordiali saluti
Rosalinda
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