Anno nuovo, problema vecchio: siamo già nel 2026 e i docenti precari continuano a chiedersi quando potranno finalmente utilizzare la Carta del docente. Cinquecento euro destinati alla formazione che, per molti, restano un miraggio. Nonostante le promesse e qualche passo avanti, la misura sembra sempre arrivare “fuori tempo massimo”. Ma nella medesima barca vi sono anche i docenti di ruolo.
La normativa dice sì, la realtà dice “aspetta”
Sulla carta, scusate il giuoco di parole, la Carta del docente è stata estesa anche ai precari con contratto annuale. Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo decreti attuativi, aggiornamenti della piattaforma e una burocrazia che sembra divertirsi a giocare a nascondino. Risultato? A gennaio, molti insegnanti hanno già speso di tasca propria per corsi e materiali, mentre aspettano che il sistema si sblocchi.
Precari: lavoratori di serie B?
Il paradosso è evidente: gli stessi docenti che mandano avanti la scuola pubblica continuano a essere trattati come “provvisori”. La Carta, così com’è gestita, rischia di essere più utile per le statistiche ministeriali che per la formazione dei precari.
Soluzioni? Tempistiche certe e parità di trattamento
Se davvero si vuole valorizzare la professione docente, servono regole chiare: erogazione automatica e tempestiva della Carta per tutti i docenti annuali. Perché la scuola non può permettersi di aspettare sempre.
Intanto chi non l’ha ancora avuta lo rimandiamo ad un nostro articolo recente.
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