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Carta del docente, vittoria straordinaria in Corte di giustizia Europea, i precari adesso possono richiederla

Avevamo intervistato l’avvocato Rinaldi proprio nei giorni scorsi per farci raccontare come aveva messo all’angolo in Ministero e allo stesso tempo far riconoscere ai precari il diritto di avere anche loro la Carta del Docente, il bonus di 500 Euro che consente al personale precario sia di aggiornarsi, sia di acquistare device moderni da utilizzare in classe con gli studenti.

Oggi arriva un’altra vittoria strepitosa. A meno di un anno dalla remissione, la VI sezione della Corte di Giustizia Europea, con ordinanza del 18 maggio 2022, ha riconosciuto anche a tutti i docenti precari della scuola il diritto ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la cd. “Carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente. I docenti ora potranno rivolgersi al Giudice del Lavoro per richiedere quanto gli spetta!
La remissione alla CGUE dell’Unione Europea era stata effettuata dalla Dott. Patrizia BAICI del Tribunale di Vercelli, in una causa patrocinata dagli avvocati Giovanni Rinaldi, Nicola Zampieri, Fabio Ganci e Walter Miceli, L’avvocato Giovanni Rinaldi, insieme ai colleghi, aveva evidenziato il contrasto con il divieto di discriminazione tra i docenti a tempo determinato e i docenti di ruolo del mancato riconoscimento della somma di € 500 annui, poiché destinata all’acquisto di beni e servizi formativi, finalizzati allo sviluppo delle competenze professionali del personale docente.
La CGUE ha confermato la tesi difensiva dei legali anief statuendo che l’art. 1 della Legge n. 107/2015, nella parte in cui limita l’erogazione di tale bonus al solo personale di ruolo, contrasta con il divieto di discriminazione, consacrato nella clausola 4 dell’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato
Il diritto per i precari è quindi sancito grazie alla sentenza delle sentenze ottenuta in Corte di Giustizia Europea. Adesso il Ministero non potrà più opporsi e si rischia una Waterloo.
Le stime parlano di circa 800.000 di euro che i circa 250.000 precari (ultimi sei anni) potrebbero rivendicare

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