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Carta docente 2026: addio ai 500 Euro. Il ministero la taglia a 375 Euro, delusione dei docenti

alle promesse ai fatti: il bonus formazione scende da 500 a 375 euro. Ecco come il Ministero giustifica il taglio e perché la ricarica di febbraio sarà la più bassa di sempre.

Dopo mesi di silenzi e rinvii ingiustificati, la verità sulla Carta del Docente 2026 emerge in tutta la sua gravità: non solo il bonus è arrivato in estremo ritardo rispetto alla scadenza del 30 gennaio, ma l’importo caricato sui portafogli virtuali di oltre un milione di insegnanti è stato drasticamente ridotto.

Il valore del voucher scende ufficialmente a 375 euro, segnando un taglio netto del 25% rispetto allo storico importo di 500 euro introdotto nel 2015. Una decisione che ha scatenato un’ondata di proteste tra i docenti di ruolo, che si sentono penalizzati due volte: dal rincaro dei prezzi tecnologici e dalla svalutazione del proprio diritto alla formazione.

1. Il Calcolo del Taglio: Perché 375 Euro?

La riduzione non è un errore tecnico, ma il risultato di una scelta politica legata alla sostenibilità del fondo. Il Ministero ha dovuto affrontare due variabili critiche:

  1. L’estensione ai Precari (sentenza della Cassazione): Dovendo garantire il bonus anche ai supplenti con contratto al 31 agosto (e in molti casi al 30 giugno), la platea dei beneficiari è aumentata di circa 200.000 unità senza un corrispondente aumento del fondo stanziato.

  2. Spending Review: La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un prelievo forzoso dai capitoli della formazione per coprire altre emergenze del comparto scuola.

2. Cosa puoi comprare oggi con 375 euro?

La delusione dei docenti è amplificata dall’inflazione nel settore tech. Nel 2026, la capacità d’acquisto del bonus è ai minimi storici:

Bene/Servizio Costo Medio 2026 Impatto del Bonus (375€)
Notebook di fascia media € 650 – € 800 Copre solo il 45% della spesa
Corso di Perfezionamento Universitario € 500 Necessaria integrazione di tasca propria
Tablet/iPad per didattica € 450 Bonus insufficiente

Il paradosso: Mentre il Ministero spinge sulla digitalizzazione e sull’IA nella scuola, riduce lo strumento principale che permette ai docenti di aggiornare i propri dispositivi.

3. Gestione dei Residui: Attenzione al Portafoglio

Nonostante il taglio della nuova quota annuale, i docenti che non hanno speso interamente il bonus degli anni precedenti manterranno le somme residue.

Esempio: Se avevi un residuo di 100 euro dall’anno scorso, il tuo totale per il 2026 sarà di 475 euro (100 residui + 375 nuova ricarica).

4. Possibili Ricorsi: Si può impugnare il taglio?

Le organizzazioni sindacali stanno già valutando azioni legali. Sebbene l’importo di 500 euro fosse definito “fino a”, la giurisprudenza potrebbe ravvisare una violazione del principio di continuità della formazione obbligatoria.

Inoltre, i precari che ottengono il bonus tramite sentenza continuano a vedersi riconoscere i 500 euro pieni per gli anni passati: questo crea una paradossale disparità dove un supplente potrebbe percepire più di un docente di ruolo per l’anno 2026.


Conclusioni: Un segnale politico preoccupante

Il passaggio a 375 euro non è solo una questione economica, ma un segnale di disinvestimento nella figura del docente. La formazione, definita per legge come “obbligatoria, permanente e strutturale”, viene nei fatti ridimensionata a un sussidio variabile e incerto.

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