La corte d’appello di Brescia, sezione lavoro, ha emesso una sentenza il 5 febbraio 2026 che potrebbe avere un impatto significativo sul mondo della scuola. La decisione riguarda il diritto alla carta del docente per gli insegnanti che hanno effettuato supplenze brevi e temporanee durante gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023.
Il verdetto e le implicazioni
La sentenza, promossa da ricorsi presentati dai sindacati, ribalta la precedente decisione di primo grado e si allinea con le direttive europee in materia di lavoro a tempo determinato. Questo riconoscimento apre la strada alla possibilità per un numero considerevole di docenti precari di accedere ai benefici previsti dalla carta, destinata all’aggiornamento professionale.
Le implicazioni di questa sentenza sono molteplici. Da un lato, si tratta di un importante riconoscimento dei diritti dei supplenti brevi, spesso esclusi da opportunità di formazione e aggiornamento. Dall’altro, potrebbe generare un’ondata di richieste e ricorsi da parte di altri docenti che si trovano in situazioni simili, con possibili conseguenze per le casse dello stato. Sarà fondamentale monitorare l’evolversi della situazione e le eventuali azioni che verranno intraprese dal ministero dell’istruzione.
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