La recente abolizione del Reddito di Cittadinanza (RdC) potrebbe aver innescato un notevole aumento delle pensioni di invalidità, specialmente nelle regioni del Sud. Secondo un’analisi approfondita della CGIA di Mestre, al 31 dicembre 2024 si contano oltre 4,3 milioni di trattamenti di invalidità, con un incremento del 7,4% rispetto al 2020. Questo trend ha portato la spesa pubblica per le invalidità civili a toccare i 21 miliardi di euro.
Si ipotizza che la fine del RdC abbia lasciato molti cittadini in situazioni di vulnerabilità economica, costringendoli a ricorrere all’unico strumento di sostegno rimasto: l’assegno di invalidità. Anche se non ci sono dati che dimostrino un legame causale diretto, la coincidenza temporale tra questi due eventi solleva interrogativi sulla sostenibilità del welfare.
Il divario territoriale è chiaro: l’aumento delle pensioni è più pronunciato nel Sud Italia, con un incremento dell’8,4% e quasi 125mila nuove prestazioni. Nonostante il Sud abbia meno abitanti rispetto al Nord, accoglie mezzo milione di invalidi civili in più, evidenziando uno squilibrio che richiede attenzione e interventi mirati per garantire equità e sostenibilità.
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