Il tema delle cosiddette “classi pollaio” continua a rappresentare una ferita aperta nel sistema scolastico italiano, minando i diritti fondamentali degli studenti e dei lavoratori della scuola. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha recentemente lanciato un grido d’allarme, denunciando come questa problematica non possa più essere relegata a una semplice inefficienza organizzativa, ma debba essere affrontata come una questione di diritti umani e dignità educativa.
Le aule sovraffollate, spesso con spazi inadeguati e numeri di studenti difficilmente gestibili, rappresentano una realtà che compromette la funzione educativa e costituzionale della scuola. In questi contesti, l’attenzione agli studenti, l’inclusione e la sicurezza vengono troppo spesso sacrificati sull’altare della gestione numerica.
Non mancano le normative che regolano la formazione delle classi, come il DPR 81/2009, che consente deroghe entro il limite del 10%, pensate come eccezioni. Tuttavia, queste deroghe sono ormai diventate prassi ordinaria, svuotando la norma della sua funzione originaria. Inoltre, le regole antincendio e le disposizioni di sicurezza, che fissano un limite massimo di 26 persone per aula, sono spesso ignorate, trasformando le classi sovraffollate in potenziali fattori di rischio.
Alla luce di questa situazione, il CNDDU ha proposto al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, l’adozione di un Protocollo nazionale per garantire classi dignitose. Le principali direttrici di questa proposta includono:
- Stop alla normalizzazione delle deroghe: Le deroghe devono tornare a essere eccezioni e non la regola, con soluzioni alternative come sdoppiamenti e utilizzo di spazi aggiuntivi.
- Soglia nazionale di qualità: L’introduzione di un limite massimo di 18 alunni per classe come standard di qualità didattica e inclusiva, con ulteriori riduzioni in presenza di studenti con disabilità o bisogni educativi speciali.
- Integrazione tra numero di alunni e spazio fisico: La formazione delle classi dovrebbe considerare non solo il numero di studenti, ma anche la metratura delle aule e i criteri di sicurezza.
Il Coordinamento sottolinea l’importanza di aggiornare il DPR 81/2009 per includere il parametro “numero di alunni/spazio disponibile” e chiede l’istituzione di un fondo nazionale specifico per affrontare le situazioni più critiche.
Accettare l’esistenza delle classi pollaio come normalità significa tradire il principio costituzionale dell’uguaglianza sostanziale e compromettere il diritto all’istruzione in condizioni dignitose. La scuola pubblica deve tornare a essere un luogo che promuove l’inclusione, la sicurezza e il rispetto dei diritti umani.
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