Firenze / Valdobbiadene (TV), marzo 2026 – L’Intelligenza Artificiale è già entrata nella vita quotidiana degli studenti, spesso in modo silenzioso ma profondo. Aiuta a studiare, a cercare informazioni, a scrivere testi, a produrre immagini. Ma come viene realmente utilizzata? E con quali effetti sull’apprendimento?
Per rispondere a queste domande nasce la nuova indagine nazionale sull’uso dell’Intelligenza Artificiale tra gli studenti, promossa da Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) e dal Festival dell’Innovazione Scolastica.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che porterà alla VI edizione del Festival dell’Innovazione Scolastica, in programma a Valdobbiadene dal 4 al 6 settembre 2026, dedicata al tema: «Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’IA: esperienze e impatti».
Al centro della ricerca c’è una scelta precisa: ascoltare direttamente la voce degli studenti, per capire come l’IA stia cambiando il loro modo di studiare e di vivere la scuola. Attraverso un questionario online, anonimo e rapido (circa 5 minuti), somministrato in classe con il supporto dei docenti, l’indagine intende costruire un quadro realistico delle pratiche e delle percezioni dei giovani.
In particolare, la ricerca si concentra su due aspetti fondamentali:
- come e quanto gli studenti utilizzano strumenti di IA nello studio e nella vita quotidiana
- quali opportunità vedono e quali difficoltà incontrano nell’utilizzo di queste tecnologie
Negli ultimi anni, chatbot, sistemi di generazione di testi e immagini e applicazioni di supporto allo studio stanno trasformando in profondità i processi di apprendimento. Questa evoluzione apre nuove domande educative, che riguardano non solo le competenze tecniche, ma anche il modo di pensare, di costruire conoscenza e di affrontare i compiti scolastici.
«Ascoltare direttamente la voce degli studenti è oggi una priorità imprescindibile per chi si occupa di ricerca e innovazione educativa», spiega Samuele Borri, dirigente tecnologo INDIRE. «Con questa indagine intendiamo ribadire il ruolo degli studenti come interlocutori attivi dei processi di cambiamento, valorizzando un rapporto diretto capace di orientare in modo più consapevole la ricerca e contribuire a costruire una scuola rispondente ai loro bisogni e alle loro aspettative».
«Abbiamo pensato che non ci fosse mezzo migliore per capire come le studentesse e gli studenti usano la AI che chiederlo direttamente a loro», dichiara Luigi Ballerini, vicepresidente del Festival dell’Innovazione Scolastica. «In molti infatti parlano di giovani, pochi con i giovani. L’indagine è un primo passo per capire assieme a loro quali cambiamenti, forse epocali, stanno accadendo nelle loro vite con la AI, a scuola e fuori»
L’obiettivo dell’indagine è proprio quello di portare alla luce ciò che già sta accadendo nelle aule, offrendo elementi concreti per orientare l’innovazione didattica, sviluppare nuovi strumenti educativi e progettare percorsi formativi più adeguati per docenti e studenti.
I risultati saranno presentati e discussi nell’ambito del Festival dell’Innovazione Scolastica 2026, contribuendo al dibattito nazionale sul rapporto tra educazione, tecnologia e innovazione.
La partecipazione all’indagine è aperta fino al 30 aprile 2026; i dati saranno raccolti in forma anonima e trattati nel rispetto della normativa sulla privacy.
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