Di recente alcuni siti di informazione scolastica hanno titolato che con 36 mesi di servizio si ha diritto all’immissione in ruolo in seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, è una fake news!
La recente sentenza n. 30779 del 23 novembre 2025 della Corte di Cassazione tuttavia ha acceso un vivace dibattito, soprattutto tra i docenti IRC con contratti a tempo determinato che vantano anni ed anni di precariato. È però importante chiarire i dettagli di questa decisione per evitare fraintendimenti.
Contrariamente a quanto riportato da alcuni siti anche con titoli “fuorvianti”, la sentenza non stabilisce un diritto automatico all’immissione in ruolo per chi ha accumulato 36 mesi di servizio. La Corte ha infatti chiarito che il concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione nel 2024 non è sufficiente a risolvere il problema dell’abuso nella reiterazione dei contratti a termine.
Questo principio si applica a tutti i lavoratori precari della scuola: i docenti che hanno accumulato oltre 36 mesi di servizio con contratti a tempo determinato mantengono il diritto al risarcimento per abuso contrattuale, anche se successivamente assunti a ruolo. Tuttavia, per far valere questo diritto, è necessario avviare il contenzioso che porta non all’immissione in ruolo automatica, ma al risarcimento economico del danno.
Alcune sentenze hanno condannato il MIM a risarcire diverse migliaia di euro, chi si trova ad aver prestato servizio da precario per oltre 36 mesi e vuole tutelarsi può farlo.
La Redazione è a disposizione per qualsiasi info: scuolainformazione@gmail.com
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