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Concorso DSGA, i candidati si raccontano

COMITATO SPONTANEO DEI PARTECIPANTI CONCORSO PER 2004 POSTI DI DSGA

OGGETTO: Comunicato stampa in merito all’intesa del 1 ottobre 2019 relativa alla nuova predisposizione del concorso per DSGA riservato esclusivamente agli interni.

Scriviamo questo comunicato in quanto partecipanti al “concorso per 2004 posti di Direttore SGA” bandito il 28 dicembre 2018 per il quale il 5 e 6 novembre si terranno le due prove scritte a cui sono stati ammessi i partecipanti che hanno superato la prova preselettiva del 11-12 e 13 giugno scorso. Al riguardo, vorremmo segnalare la nostra amarezza e disappunto nell’apprendere che nella giornata del primo ottobre scorso, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha stipulato un’intesa con varie organizzazioni sindacali nella quale si prevede, tra l’altro, un nuovo concorso per la citata figura riservato esclusivamente agli interni in possesso di 3 anni di servizio anche non in possesso del requisito del titolo di studio previsto .

Ebbene, il nostro disappunto è legato alla circostanza che il concorso ordinario – attualmente in piena fase di svolgimento – consentiva già la partecipazione dei cc.dd. “facenti funzione” non solo in deroga al requisito del possesso del titolo di studio ma anche prevedendo una quota del 30% di posti messi a concorso a loro riservati. Non si riesce a comprendere, quindi, la scelta del Ministro che in deroga a qualsivoglia criterio di merito vuole, di fatto, concedere una seconda opportunità agli interni che non sono riusciti (o non riusciranno) a superare le prove concorsuali con una evidente lesione del principio meritocratico che dovrebbe costituire la base della procedura concorsuale.

Peraltro la scelta del Ministro ci appare inutilmente contrastante con i principi cardine dell’azione amministrativa, ovvero quelli di efficacia, efficienza e di economicità. Come già specificato, la procedura concorsuale è ancora in piena fase di svolgimento cosicché, qualora vi sia la necessità di coprire un maggior numero di posti rispetto a quelli banditi, il Ministero potrebbe semplicemente innalzare la soglia di vincitori o consentire una maggiore ampiezza della graduatoria degli idonei.

Soluzione non solo più semplice sul piano applicativo ma che determinerebbe da una parte una selezione più meritocratica e, soprattutto, la non necessità di una nuova procedura concorsuale con il relativo risparmio delle ingenti risorse necessarie per sostenerla. Infine, ed è la nota più dolente, la nostra amarezza deriva dalla circostanza che l’intesa intende avvantaggiare lavoratori senza il titolo di studio necessario per ricoprire la figura di Direttore amministrativo. In un paese come questo, in cui i giovani laureati non riescono ad ottenere la giusta considerazione, questa deroga al requisito del titolo di studio risulta l’ennesima, amara, delusione. E non può passare inosservata la constatazione che tale beffa, questa volta, sia stata perpetrata dal

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca figura che più di tutte dovrebbe tutelarci.
Distinti saluti
Partecipanti al concorso DSGA

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