Il mese di febbraio 2026 è il mese della paura sia per i pensionati italiani che per chi è lavoratore dipendente. Proprio il prossimo mese è atteso il conguaglio fiscale che è un meccanismo previsto dalla normativa italiana che consente di ricalcolare le imposte dovute sulla pensione percepita nell’anno precedente. Questo processo, per i pensionati, è gestito dall’INPS, e verifica se le tasse versate sono state corrette, insufficienti o eccedenti, applicando eventuali rettifiche sul cedolino di gennaio.
È importante sottolineare che il conguaglio fiscale non rappresenta una nuova tassa, né un errore dell’INPS, ma un sistema necessario per garantire la correttezza fiscale anche se viene percepito come una scura che si abbatte sugli assegni già esigui.
In caso di imposte versate inferiori al dovuto, infatti, la differenza viene trattenuta direttamente sulla pensione rendendo gli assegni più poveri.
Tra le principali trattenute del conguaglio fiscale troviamo l’IRPEF mensile, le addizionali regionali e comunali relative all’anno precedente e il conguaglio IRPEF. Per i pensionati con redditi annui fino a 18.000 euro e un debito superiore a 100 euro, è possibile richiedere una rateizzazione fino a novembre 2026.
Ai pensionati consigliamo di controllare attentamente il cedolino della pensione e, in caso di dubbi o discrepanze, di rivolgersi a un CAF o a un patronato qualificato per ricevere assistenza.
Le somme oggetto di conguaglio saranno riportate nella Certificazione Unica 2026, questo dovrebbe garantire trasparenza e chiarezza sulla situazione fiscale del contribuente.
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