Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime profondo cordoglio per le quaranta giovani vite spezzate nella tragedia di Crans-Montana. Rivolge un pensiero particolare ai giovani italiani Achille Barosi, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi, sottolineando l’importanza di preservarne la memoria come monito per le istituzioni e la società civile.
La tragedia, definita “evitabile”, richiama una riflessione sulla responsabilità istituzionale e sulla tutela dei diritti fondamentali. Quando la perdita di vite umane è legata a carenze strutturali o a una prevenzione inadeguata, non si può parlare di fatalità: si tratta di una violazione sistemica del diritto alla vita e alla sicurezza.
Il CNDDU sottolinea che la sicurezza non è un atto formale, ma un dovere continuo che coinvolge enti pubblici, privati e decisori politici. È cruciale rafforzare le politiche di controllo e investire nell’educazione ai diritti umani e alla prevenzione. Solo attraverso un impegno collettivo e trasparente sarà possibile trasformare il dolore in azioni concrete per evitare nuove tragedie.
La memoria delle vittime deve tradursi in un impegno duraturo per una società più consapevole e responsabile.
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