Con l’aggiornamento del «Curriculum della Studentessa e dello Studente», introdotto dal decreto ministeriale 9 gennaio 2026, n. 2, il sistema educativo italiano compie un ulteriore passo verso una maggiore integrazione tra percorso scolastico, competenze personali e prospettive future. Si tratta di una novità che, sulla carta, promette di dare maggiore valore al percorso formativo degli studenti, ma che solleva anche interrogativi su tempi, modalità e finalità di questa trasformazione.
Il nuovo modello di Curriculum si presenta come un documento articolato in quattro sezioni principali: istruzione e formazione, certificazioni, attività extrascolastiche e prove nazionali. Quest’ultima sezione, introdotta come parte integrante del Curriculum solo al termine dell’esame di maturità, si propone di fornire una descrizione dettagliata dei livelli di apprendimento conseguiti dagli studenti nelle prove scritte a carattere nazionale. Un’innovazione che mira a rendere più trasparente e completo il quadro delle competenze acquisite, includendo anche una certificazione specifica sulle abilità linguistiche in inglese.
A prima vista, l’idea sembra sensata. Offrire un documento che non si limiti a elencare voti e materie studiate, ma che restituisca una fotografia più ampia del percorso scolastico e personale dello studente, è un obiettivo condivisibile. Tuttavia, la sua attuazione pone alcune sfide che non possono essere ignorate.
Innanzitutto, l’aggiornamento del Curriculum richiede uno sforzo organizzativo significativo da parte delle scuole, dei docenti e degli stessi studenti. La sezione dedicata alle attività extrascolastiche, ad esempio, rappresenta un’opportunità per valorizzare esperienze spesso trascurate, come il volontariato, le attività sportive o artistiche. Ma chi garantirà che queste informazioni siano raccolte e validate in modo omogeneo? E soprattutto, come evitare che diventi un ulteriore onere burocratico per studenti e insegnanti?
C’è poi la questione della reale efficacia del Curriculum nel contesto dell’esame di maturità. L’obbligo per i candidati di avviare il colloquio con una riflessione sul proprio percorso scolastico e personale è un elemento interessante, ma rischia di trasformarsi in un esercizio retorico se non supportato da una preparazione adeguata. Inoltre, il peso attribuito a questa riflessione nell’ambito della valutazione complessiva non è del tutto chiaro.
Un altro aspetto cruciale riguarda l’accessibilità e la gestione digitale del Curriculum. Il sistema E-Portfolio, su cui si basa l’intero processo, dovrà dimostrarsi all’altezza delle aspettative sia in termini di usabilità che di sicurezza dei dati. Non sarebbe la prima volta che un’iniziativa ambiziosa si scontra con limiti tecnologici o con difficoltà operative che ne compromettono l’efficacia.
Infine, c’è il tema dell’equità. In un sistema scolastico già segnato da profonde disuguaglianze territoriali e sociali, c’è il rischio concreto che il Curriculum della Studentessa e dello Studente finisca per cristallizzare ulteriormente queste disparità. Gli studenti provenienti da contesti più svantaggiati avranno davvero le stesse possibilità di arricchire il proprio Curriculum con esperienze extrascolastiche significative?
Queste domande non devono essere interpretate come una bocciatura dell’iniziativa, ma come un invito a riflettere su come tradurre le buone intenzioni in risultati concreti. Il successo del nuovo modello dipenderà non solo dalla sua implementazione tecnica, ma anche dalla capacità del sistema educativo di accompagnare gli studenti e le famiglie in questo cambiamento culturale.
In un Paese che spesso fatica a riconoscere il merito e a valorizzare le competenze individuali, il Curriculum della Studentessa e dello Studente rappresenta una possibilità concreta per dare voce alla ricchezza dei percorsi personali. Ma perché questa opportunità non si trasformi in un’ennesima promessa disattesa, sarà fondamentale monitorare attentamente gli effetti della riforma e intervenire con determinazione per correggere eventuali storture.
La scuola italiana ha bisogno di strumenti moderni e inclusivi per preparare al meglio i giovani alle sfide del futuro. Il nuovo Curriculum può essere uno di questi strumenti, a patto che venga gestito con la cura e l’attenzione che merita. Altrimenti rischia di restare l’ennesimo documento ben intenzionato ma poco incisivo nella pratica quotidiana degli studenti e degli insegnanti.
Allegato Tecnico B DM Curriculum_post commenti Garante 14112025_clean (002)-signed
m_pi.AOOGABMI.Registro Decreti(R).0000002.09-01-2026
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