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Dal superbonus al bonus salute, ecco quelli attivi nel 2026 e poco noti

Ecco l'elenco dei bonus attivi e poco richiesti

Ogni anno, tra annunci roboanti e dibattiti pubblici, ci si concentra su grandi misure economiche come il Superbonus o l’Assegno Unico, dimenticando che esiste una galassia di agevolazioni più piccole, ma non meno utili, che finiscono per rimanere nell’ombra. Eppure, parliamo di strumenti concreti, pensati per aiutare famiglie e singoli cittadini a gestire meglio le spese quotidiane. Il problema è che spesso questi bonus vengono comunicati male, con informazioni frammentarie o difficili da reperire. Il risultato? Un numero impressionante di persone non li richiede, pur avendone diritto.

Prendiamo ad esempio il bonus vista: un voucher da 50 euro per l’acquisto di occhiali o lenti a contatto correttive, destinato a chi ha un ISEE inferiore ai 10.000 euro. Non sarà una cifra che cambia la vita, ma perché rinunciarvi? La domanda si presenta online, accedendo alla piattaforma del Ministero della Salute con SPID o CIE. Eppure, in pochi lo sanno. Così come in pochi conoscono il bonus acqua potabile, che offre un credito d’imposta del 50% per chi installa sistemi di filtraggio o raffreddamento dell’acqua domestica. Anche qui, il processo è semplice: basta comunicare l’acquisto all’Agenzia delle Entrate entro una data precisa.

E vogliamo parlare del bonus TARI? Uno sconto sulla tassa dei rifiuti che può arrivare fino all’80% per le famiglie con ISEE basso. In teoria, dovrebbe essere una misura salvavita per molti nuclei familiari in difficoltà. In pratica, però, in tanti non lo ricevono perché non sanno di dover presentare una domanda specifica al proprio Comune. È un paradosso che si ripete ogni anno: i fondi ci sono, ma restano inutilizzati.

Lo stesso vale per la detrazione sull’affitto destinata ai giovani under 31 con redditi inferiori a 15.458,12 euro. Si tratta di un incentivo importante per chi vuole fare il salto verso l’autonomia abitativa, ma spesso non viene nemmeno menzionato nei canali d’informazione ufficiali. E poi c’è il bonus animali domestici: una detrazione del 19% sulle spese veterinarie, che potrebbe essere un piccolo sollievo per chi si prende cura di un amico a quattro zampe. Anche qui, però, bisogna sapere esattamente come muoversi: conservare le ricevute, pagare con strumenti tracciabili e dichiarare tutto correttamente.

Il filo rosso che lega queste agevolazioni è uno solo: l’ISEE. Senza questo documento aggiornato, molte porte restano irrimediabilmente chiuse. Eppure, quanti lo sanno? Quanti si prendono il tempo di presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica all’inizio dell’anno? Forse è qui che si nasconde il vero problema: la burocrazia italiana sembra ancora fatta apposta per scoraggiare i cittadini meno informati.

La soluzione non è semplice, ma qualcosa deve cambiare. Servono campagne informative più incisive, procedure più snelle e soprattutto una maggiore trasparenza. Perché continuare a lasciare risorse sul tavolo non è solo uno spreco: è un fallimento collettivo. E in tempi come questi, nessuno può permetterselo.

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