Negli ultimi giorni si è acceso un dibattito significativo attorno al fenomeno dei cosiddetti “Teach Tokers”, ossia quei divulgatori che utilizzano piattaforme social come TikTok per proporre contenuti educativi. Il tema ha sollevato interrogativi sul ruolo e sull’efficacia di queste modalità rispetto all’insegnamento tradizionale. A prendere posizione in merito è stata Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale dell’UGL Istruzione e membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che ha ribadito con forza l’importanza della didattica in presenza come pilastro fondamentale del sistema educativo.
“La didattica in aula non è mai un processo standardizzato; si tratta di un’attività dinamica che deve essere costantemente adattata al contesto, alle esigenze degli studenti e alle variabili che emergono durante l’interazione diretta,” ha dichiarato Cuzzupi. “L’insegnamento non si riduce alla trasmissione di nozioni, ma è un’esperienza che si nutre di confronto, dialogo e relazione umana. Guardare negli occhi uno studente, ascoltarlo e rispondere alle sue necessità emotive e intellettuali sono elementi imprescindibili per una formazione equilibrata.”
Il fenomeno dei Teach Tokers, secondo il Segretario Nazionale, rappresenta una dimensione distinta rispetto all’insegnamento tradizionale. “Questi divulgatori digitali non nascono da esigenze didattiche pressanti, ma piuttosto da un desiderio di esprimere le proprie capacità comunicative. Sebbene possano essere una risorsa integrativa interessante, non possono sostituire il ruolo del docente in aula,” ha aggiunto.
Un aspetto cruciale evidenziato da Cuzzupi riguarda il rischio di un’ulteriore alienazione sociale tra i giovani. “In un’epoca in cui genitori, educatori e studiosi auspicano un ritorno ai rapporti umani autentici per contrastare gli effetti negativi della virtualità, il fenomeno dei Teach Tokers potrebbe spingere i ragazzi verso quello che è stato definito il ‘paradosso delle connessioni’. Recenti studi mostrano come l’uso intensivo dei social possa incrementare fenomeni di solitudine e depressione. I docenti che lavorano quotidianamente nelle scuole conoscono bene l’impatto devastante di queste dinamiche sui giovani,” ha sottolineato.
Non è un caso che durante il periodo della pandemia da Covid-19, quando le lezioni si svolgevano online, molti insegnanti abbiano fatto di tutto per mantenere vivo il rapporto umano con i propri studenti, contribuendo a prevenire situazioni di isolamento e disagio. “Quella è stata una lezione che non possiamo dimenticare,” ha concluso Cuzzupi.
In definitiva, mentre i Teach Tokers possono rappresentare un’integrazione interessante nel panorama educativo, la vera didattica – quella che forma e arricchisce – resta indissolubilmente legata al contatto umano diretto, all’ascolto e alla comprensione delle esigenze individuali degli studenti.
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