Il decreto fiscale appena varato dal Governo segna un passo indietro rispetto alle restrizioni introdotte dalla legge di bilancio sulla tassazione dei dividendi. Viene infatti ripristinata l’esclusione del 95% dalla base imponibile per tutte le partecipazioni, eliminando la soglia minima del 5% o dei 500 mila euro di valore fiscale. Una scelta che, se da un lato comporta un mancato gettito di circa 120 milioni di euro in tre anni, dall’altro punta a semplificare il sistema e a garantire maggiore stabilità alle imprese italiane.
La decisione di revocare le limitazioni è stata dettata da criticità tecniche e dal rischio di contenziosi legati alle fluttuazioni delle quote. Inoltre, il decreto introduce un rinvio al 30 giugno per l’entrata in vigore dell’imposta di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, accogliendo così le richieste di maggiore preparazione logistica.
Infine, si estendono gli incentivi fiscali per l’acquisto di beni tecnologici anche ai prodotti importati da fuori Europa. Un segnale di apertura verso le filiere globali, indispensabile per sostenere la competitività delle imprese italiane in un contesto economico sempre più interconnesso.
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